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ANNO 5 - NUMERO 54 - EDIZIONE 2009 - DEL 12/10/2009 |
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'LA TIGRE E LA NEVE': È LA SENSIBILITÀ CHE FA LA DIFFERENZA!INTERVISTA A VINCENZO CERAMI |
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Vincenzo Cerami, sempre molto disponibile e generoso, è altresì un intellettuale di grande spessore nel panorama della cultura italiana. Da sempre amico e collaboratore di Roberto Benigni, Cerami firma non solo Rockpolitick ma anche un film di grande successo come 'La tigre e la neve'. Salve Signor Cerami, ci può raccontare la genesi di questo film?Dopo aver studiato il repertorio dell’attore e il 'Common sense' della nostra epoca, abbiamo pensato che i temi forti di questo momento sono la paura e la guerra con... |
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Vincenzo Cerami, sempre molto disponibile e generoso, è altresì un intellettuale di grande spessore nel panorama della cultura italiana. Da sempre amico e collaboratore di Roberto Benigni, Cerami firma non solo Rockpolitick ma anche un film di grande successo come 'La tigre e la neve'.
Salve Signor Cerami, ci può raccontare la genesi di questo film?
Dopo aver studiato il repertorio dell’attore e il 'Common sense' della nostra epoca, abbiamo pensato che i temi forti di questo momento sono la paura e la guerra con cui dobbiamo convivere. Avendo a disposizione un personaggio come Benigni che è un grande comico, abbiamo costituito una commedia, una storia d’amore. In un contesto come la guerra, la storia d’amore diventa la storia di una passione totalizzante... è la passione della vita che si contrappone allo scenario di guerra in cui capita questo personaggio.
Che cosa ha di speciale il personaggio che interpreta Roberto Benigni?
Il protagonista fa di mestiere il poeta e vede la vita con occhi diversi. Abbiamo scelto la figura di un poeta perchè l’artista ha la vocazione a guardare nella realtà che sta intorno, alcune cose che le persone che hanno tanto da fare non notano. Il poeta è smarrito e si incanta anche su di un sasso, sulle stelle e non riesce sempre a stare al passo con i tempi dunque molto spesso è smarrito. Poiché il cielo di Bagdad è lo stesso cielo delle Mille e una notte, si tratta di un cielo allo spesso tempo molto poetico sebbene immerso nel dramma della guerra. Solo gli occhi di una persona sensibile come quelli di un poeta possono fare la differenza!
Ne 'La vita è bella' Lei e Benigni avete difeso il valore della vita e ne 'La tigre e la neve' difendete il valore dell'amore. Mi sembra di trovare un filo rosso che è quello dello speranza.
Esatto. Si va sempre più verso il senso di impotenza, lo scoraggiamento, la depressione, la malinconia, la frustrazione e questo non fa che peggiorare le cose sia da un punto di vista obiettivo cioè storico che da un punto di vista personale, psicologico. Quindi questo film vuole riaprire alcune finestre che sono state chiuse; è un’iniezione di fiducia, di speranza e di attaccamento alle cose fondamentali dell’uomo: l’Amore, l’Amore per il creato e l’Amore per le persone. L'Amore anche per una persona sola perchè in questo film, la morte di una sola persona non è meno tragica della morte di mille persone.
Il film è stato girato sia in Italia che in Tunisia. C'è stata qualche difficoltà a girare in Tunisia?
Ovviamente le moschee tunisine sono ben diverse da quelle di Bagdad e a quel punto noi, che abbiamo la passione del rispetto filologico, siamo stati attenti non soltanto che la lingua irachena parlata nel film fosse perfetta, ma abbiamo anche ricostruito le moschee di Bagdad con il digitale. Per il resto... c’erano tante, tante mosche perchè era il periodo in cui i datteri erano maturi per cui le mosche erano miliardi!
Dopo la 'Tigre e la Neve' e dopo Rockpolitick, cosa ricordiamo agli appassionati di Vincenzo Cerami?
Ricordiamo che è uscito il mio ultimo romanzo dal titolo 'L’Incontro' in cui ci sono tutti gli ingredienti del giallo. |
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di Alessandra Zarfati
anno 2 - numero 56 - edizione 2005 - del 14/11/2005
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