ANNO 5 - NUMERO 54 - EDIZIONE 2009 - DEL 12/10/2009
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AL TEATRO RAABE IN SCENA BRACH
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SPECIALE CAPODANNO… CHE DANNO!
Dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno… Anno nuovo, vita nuova. Speranza e felicità per tutti. Giusto il tempo di dieci secondi per ingannarsi sul corso del prossimo anno, che contro le irrazionali prime impressioni, si svolgerà nel segno dell’anno precedente. Dove stà la novità? Da nessuna parte. Si può realmente augurare buon anno a qualcuno?
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Restano ancora 48 ore per il fatidico, e ormai consunto, conto alla rovescia di saluto all’inizio del nuovo anno. Nel portafoglio, invece, cosa rimane? Semplicemente niente, come niente dovrebbe rappresentare il Capodanno, ma, purtroppo, l’italiano medio assomiglia sempre di più a una cicala nelle sue aspirazioni, e a una formica nelle sue più reali disponibilità. In meno di quattordici giorni, mediamente, ogni italiano ha “sputtanato” quello che con tutta probabilità avrebbe potuto essere un reddito utile per limitare i danni provocati da un sistema economico a dir poco disastroso. Ma la cosa che dovrebbe far stramazzare a terra dalle risate, e la destinazione di tutti questi soldi verso le cosiddette “stupidaggini”, ovvero in direzione di migliaia di prodotti inutili, qualitativamente scarsi e comprati giusto per colmare lo shopping compulsivo delle feste, input creato ripetutamente ogni anno, a suon di spot e di cultura da quattro soldi, tra le cui massime quella secondo la quale la ruota della speranza sia in continuo movimento, ma la stragrande maggioranza si ritrova, invece, sempre al solito posto; nella m…. Strano, poi, trovare definizioni di consumo, anche nei vocabolari, come “destinazione finale di beni o servizi al soddisfacimento dei bisogni umani”.

Perché accanirsi, allora, con le festività di questo tipo? Probabilmente perché in questo periodo, rispetto ad altri, la maggior disponibilità di danaro dovrebbe far maturare una maggiore scelta, una maggiore coscienza. Invece succede che, dopo un periodo di rozza baldoria, ci si ritrovi a gennaio con i soliti vecchi problemi… Inoltre, l’idea stessa di una festa che si ripete ogni anno senza alcun motivo – ah, dimenticavo Gesù Cristo!- è improponibile una volta superata l’età puberale. Ma niente di più probabile che, visti i valori diffusi, ognuno tenda a seguire sempre di più la strada della fuga dalla realtà, dalla responsabilità e, nel contempo, senta sempre di meno l’esigenza di  rispettare il prossimo; proprio a riguardo, visto il tema sacro del periodo di festa, può considerarsi rispettoso verso il diverso e “l’altro” l’atteggiamento del Vaticano nei confronti di omosessuali e Pacs? Come definire, ancora, questa presa di posizione se non come una goccia nel mare dell’ipocrisia che circonda questa nazione? Meglio, quindi, schiantarsi ubriachi contro un palo dopo il veglione di Capodanno, piuttosto di svegliarsi il primo di gennaio e capire che questo nuovo anno di speciale non ha proprio niente. La ruota, intanto, continua a girare. Arrivederci, dunque, al prossimo fine anno con i soliti problemi. Che vita ebdomadària!


di gabriele frongia

anno 3 - numero 49 - edizione 2006 - del 28/12/2006
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commenti all'articolo
da Giorgia
Mamma miaaaaaaa e che ti hanno fatto per avercela così con il Natale, guarda che ogni tanto se fai un pò di shoppong compulsivo magari la frustrazione ti passa...oppure traferisciti in tibet in meditazione...e che cavolo un pò di allegria...
da gabriele
Ciao Giorgia, Sono abbastanza allegro di natura, ma non penso di dovere seguire tappe di vita precostituite solo perchè le segue la magior parte delle persone. Con questo non voglio fare un processo alle intenzioni. Chi vuole vivere in un certo modo lo faccia in tutta onesta. Per quanto riguarda lo Shopp"o"ng compulsivo come dici tu, non preoccuparti, per fortuna esistono gli outlet e i saldi. Basta conoscere i posti giusti, e non solo le vie del centro...
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