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ANNO 5 - NUMERO 54 - EDIZIONE 2009 - DEL 12/10/2009 |
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MICHAEL O'LEARY, IL SIGNOR RYAN AIR: L'UOMO DA TRECENTOCINQUANTA MILIONI DOLLARI |
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Si chiama Michael O’Leary, è l’amministratore delegato e il magnate della Ryan Air, una delle compagnie aeree low-cost più famose in Europa. Da quando è diventato amministratore delegato della compagnia nel 1994, ha completamente trasformato la Ryan Air da piccola società un po’ scalcinata a una delle più popolari compagnie aeree degli ultimi dieci anni. Con il suo arrivo la Ryan Air è passata da circa cinquanta impiegati a duemilaseicento, da due aerei che trasportavano circa cinquemila passeggeri tra Irlanda e Gran Bretagna, a ben cento aerei che percorrono duecentotrentatre rotte diverse. Gli ingredienti del successo della politica di O’Leary sono semplici: aver ristretto gli spazi all’interno dell’aereo infatti al fine di aumentare i posti sono stati ridotti al minimo gli spazi tra un sedile e l’altro e sono stati perfino eliminati i portacenere dietro i sedili perché troppo ingombranti. Un’altra caratteristica del suo programma di rilancio della compagnia è stata quella di aver fatto pagare a ciascun impiegato le uniformi e infine di aver ridotto il tempo tra un volo e l’altro a venticinque minuti. Per questi motivi egli ha potuto introdurre una politica commerciale di prezzi molto bassi, che hanno stracciato la concorrenza, elevandolo nell’olimpo dei magnati del 2000, con un fatturato annuo di trecentocinquanta milioni di euro, destinato ad aumentare. O’Leary è l’arteficie di una vera e propria rivoluzione nel campo dei viaggi aerei; il suo motto: “più viaggi, meno spendi”. Con la Ryan Air si può viaggiare con pochi euro, qualche volta con pochi centesimi. Ci si chiede come possa guadagnare la compagnia vendendo alcuni biglietti a prezzi così irrisori. In realtà il guadagno c’è sempre: vendendo alcuni biglietti a pochissimo si possono riempire completamente gli aerei, anche quei posti che abitualmente vengono lasciati vuoti, e così si possono aumentare le vendite di snack e bibite. Molti reputano O’Neil un genio, altri lo detestano e gli augurano un prossimo fallimento. Ma l’amministratore delegato della Ryan Air non teme nessuno, i suoi programmi sono lungimiranti e abbastanza spregiudicati, ha un piglio anticonformista e non si preoccupa di essere reputato insopportabile da molti e di attirare invidie; definisce i rappresentanti della Commissione Europea né più, né meno, che bastardi, quelli della British Airways, invece, andrebbero direttamente fucilati. Non ama gli eufemismi e non teme ripercussioni, forse consapevole di aver raggiunto una posizione di “intoccabile”. Il suo prossimo passo sarà quello di offrire biglietti gratis ai passeggeri e di guadagnare solamente dalla pubblicità, di dare vita a servizi di telefonia mobile firmati Ryan Air e di introdurre giochi d’azzardo negli aerei. Inoltre, l’uomo da trecentocinquanta milioni di dollari, ha sempre la battuta pronta, a chi ha accusato la Ryan Air di inquinamento ambientale ed acustico risponde che ben presto la compagnia potrà contare su un parco aeroplani moderni in grado di ridurre le emissioni tossiche del cinquanta per cento e ridurre l’inquinamento acustico del quarantacinque per cento rispetto ai vecchi vettori. Aggiungendo che le altre compagnie, come la British Airways e la Virgin Airways, potranno ridurre l’emissione di sostanze tossiche solamente quando faranno bancarotta…quel che si dice “politically correct”!!
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di Claudia Garano
anno 4 - numero 13 - edizione 2007 - del 05/03/2007
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