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articolo di LUIGI MILIUCCI

anno 5 - numero 53 - edizione 2009 - del 05/10/2009
AUGUSTO DE MEGNI: COME SOPRAVVIVERE AL GRANDE FRATELLO CON UN CERVELLO ANCORA PERFETTAMENTE FUNZIONANTE

Intervista esclusiva ad Augusto De Megni, indimenticato vincitore del GF6, giurato a Miss Motors 2009.

Faccia pulita, occhi sinceri e modi garbati: Augusto De Megni è il prototipo del perfetto marito che ogni italica massaia sogna di vedere al fianco della propria “bambina”. Un’ambizione comune a molte mamme delle partecipanti a Miss Motors 2009, fortunato concorso di bellezza in cui il bell’Augusto ha rivestito il ruolo di giurato d’eccezione. D’altra parte sono state proprio queste stesse qualità a permettere al giovane De Megni di trionfare, a suo tempo, nella sesta edizione del Grande Fratello, del quale resta uno dei vincitori più apprezzati e amati dal pubblico.
 
Un’intelligenza pronta e vivace, una sensibilità disarmante, nessun divismo o smania da primadonna, Augusto, si distingue, anche per questo, da molti suoi ex colleghi finiti nel dimenticatoio mediatico per il semplice fatto che quella era l’inesorabile sorte a cui essi e la loro fame di fama meritavano di essere destinati. Un ragazzo che, finita l’ebbrezza da Grande Fratello, ha saputo reinventarsi e perseguire, con caparbia determinazione, tutti gli obiettivi che si era prefissato, accompagnato dal costante e caloroso affetto del pubblico.
 
Mai dalla sua bocca è uscito un lamento, un nostalgico rimpianto per quegli anni d’oro, anche perché Augusto la sofferenza, quella vera, l’ha conosciuta, e anche allora, poco più che bambino, seppe, sia pur piegato dal dolore, raccogliere i cocci della propria vita e ricominciare da capo.
 
 
 
Allora, Augusto, raccontaci tutto di questa tua nuova avventura da giurato.
 
È stata un’esperienza divertentissima. Le ragazze erano talmente tutte così carine che è stato assai difficile esprimere giudizi. Sono particolarmente sensibile alle campagne sociali (ho l’onore, tra l’altro, pur non essendo un cantante, di giocare con la Nazionale cantanti di calcio) e dal momento che Miss Motors mira a sensibilizzare i giovani alla sicurezza stradale ho accettato, con entusiasmo, di parteciparvi.
 
Quali sono i tuoi attuali progetti professionali?
 
Sto preparando il ritorno di Lunedì Goal, trasmissione sportiva in onda su Canale Italia, che, lo scorso anno, mi ha regalato parecchie soddisfazioni. Affiancato da professionisti del calibro di Graziani, Amoruso e Ravanelli siamo riusciti a raccontare il calcio in modo originale e il pubblico ci ha premiati.
 
Una passione innata la tua per il calcio.
 
Beh sì, mastico di pallone sin da bambino. Ho giocato tanti anni in diverse società, Città di Castello, Perugia, Genoa, ho collaborato con lo studio di un procuratore sportivo e ora la mia famiglia è proprietaria del Perugia Calcio.
 
Quali analogie credi esistano tra il mondo del calcio e un altro a te altrettanto noto, quello dello spettacolo?
 
Credo si tratti di due ambienti particolarmente difficili, accomunati da guadagni elevati, notorietà, ma anche e soprattutto da forte instabilità. Si è, continuamente, sottoposti a cicliche cadute e risalite ed è lì che chi vale veramente ha la possibilità di dimostrarlo e di proseguire, più forte di prima, il suo cammino professionale.
 
Quali sono le tue impressioni sulla prossima edizione del Grande Fratello, in partenza il prossimo mese e destinato a durare addirittura 5 mesi?
 
Trattandosi dell’edizione del decennale ero certo che si sarebbero fatte le cose in grande e che, intelligentemente, si sarebbe percorsa la strada di un parziale rinnovamento del format. La decisione di prolungarne la durata credo che sia, dal punto di vista autoriale, una scelta oculata e che, ne sono certo, si rivelerà vincente. Da ex concorrente posso dirti che devo tutto al Grande Fratello e che rientrerei in quella casa anche domani, ma, francamente, dubito che riuscirei a resistervi per un periodo così lungo.
 
Come giudichi i concorrenti che hanno varcato la celeberrima porta rossa nelle ultime edizioni?
 
Credo che via via la scelta sia caduta su personaggi fin troppo particolari, a tratti surreali, che, pur divertendo il pubblico, rischiano di far venire meno quel processo d’immedesimazione che è alla base del successo di un format come questo. Confido nella straordinaria professionalità degli autori e sono sicuro che, per questa decima edizione, sceglieranno inquilini consapevoli, come io lo fui a mio tempo, che il GF è l’offerta di un grande palcoscenico in cui sei tu a dover scrivere il copione.
 
Con quali tuoi ex coinquilini hai instaurato e mantenuto un rapporto d’amicizia?
 
Sicuramente Simona (Salvemini ndr), una ragazza frizzante, verace, entusiasta della vita, un’amica insomma. E, poi, Pier Renato, poco compreso da molti all’interno della casa, ma che io, invece, ho sempre reputato assai intelligente e pratico: non è un caso che, finita l’esperienza televisiva, sia, immediatamente, tornato a salvare vite umane.
 
Quale è stato, invece, il tuo percorso una volta conclusasi l’avventura del GF?
 
Ho cercato di perdere il meno tempo possibile in trenini televisivi e serate in discoteca. Per carità, non nego di averli fatti, ma lo stretto indispensabile. Mi sono guardato attorno e ancora una volta ho capito che il calcio avrebbe potuto rappresentare la mia strada. Ho partecipato, come ospite fisso, a Controcampo e poi sono approdato a Lunedì goal. A differenza di molti altri ho compreso, sin da principio, che quell’inebriante successo era destinato, di lì a poco, a scemare ed è per questo che ho lavorato per capitalizzare la notorietà ottenuta e indirizzarla verso strade professionali a me congeniali. Chiunque lavori in quest’ambiente deve essere conscio della fallacità del successo e attrezzarsi, anche e soprattutto psicologicamente, per reinventare, di continuo, la propria vita.
 
Qual è, Augusto, il sogno che insegui in questo momento della tua vita?
 
Non ne ho uno in particolare. Ti dico solo che vorrei, ogni giorno della mia vita, svegliarmi, persino prima del suono della sveglia, con il sorriso sulle labbra indipendentemente dal fatto che ciò sia dovuto all’ansia di incontrare la donna amata o, magari, di correre a svolgere un lavoro che mi faccia sentire realizzato