ANNO 5 - NUMERO 54 - EDIZIONE 2009 - DEL 12/10/2009
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IL PD NON SI TINGE DI VIOLA
Bersano ha deciso di non aderire al No B-Day. Ha detto di non condividere una manifestazione contra personam, anche se l'imputato era Silvio Berlusconi. Così facendo, è rimasto fedele ad una condotta troppo corretta, che negli anni trascorsi ha dimostrato di non ripagare abbastanza
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Più ci penso e più mi appare strano il comportamento del Partito Democratico e del suo leader, Pierluigi Bersani, di fronte alla manifestazione contro Berlusconi, tenutasi ieri per le strade di Roma. Il neoeletto Segretario di partito per giorni ha tenuto a precisare che lui e tutto il suo schieramento politico non avrebbero partecipato al grande raduno, perchè non si può manifestare contro una persona, ma solo contro fatti, atti, leggi: insomma, tutto fuorchè un essere umano, anche se quell’essere umano si chiama Silvio Berlusconi.

Effettivamente, se questi fossero tempi normali e se la battaglia politica si combattesse seguendo codici d’onore e impugnando armi virgolettenobilivirgolette, il ragionamento di Bersani non farebbe una piega. Peccato però che il paese Italia sta vivendo tempi assai difficili e che l'empasse in cui è caduta la politica ha bisogno di una scossa decisa per scongiurare un purtroppo ormai assai probabile patatrack definitivo. Quella di ieri, perciò, sarebbe stata per il PD l'occasione tanto attesa per dimostrare un pò di sana furbizia politica, forse non del tutto corretta ma probabilmente efficace, per farsi portavoce di un dissenso, interpretare un'insofferenza, contribuire a dare voce a un malcontento che il Partito Democratico stesso in più di una circostanza ha dimostrato di soffrire. E' vero: il movimento viola ha più volte ribadito di non voler essere messo sotto l'egida di una forza politica e di non accettare di essere iscritto nelle liste di questo o quel partito. Una scelta peraltro condivisibile e giustissima, anche se destinata ad essere in parte modificata se si intende perseguire un qualche risultato concreto.

Un bravo uomo politico dovrebbe sapersi insinuare negli interstizi del tessuto sociale e conquistare l'opinione pubblica; abbandonare una condotta eccessivamente corretta se questa ha dimostrato per oltre tre lustri di non essere proprio efficace; imbracciare almeno una parte delle armi utilizzate dal proprio avversario, qualora, come in questo caso, il fine giustifica i mezzi.

di Fabrizio Bandinelli
commenti all'articolo
da causidico
per una che ne azzeccano ogni tanto....ecco i rimproveri
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