Manuela Giusto, giovane ed apprezzata fotografa romana, espone i propri scatti all'Art Communication Space di piazza Navona fino al 23 ottobre. ... continua>>>
In scena venerdì 16 e sabato 17 ottobre 2009 a Raabe Teatro di Roma Brach commedia su gioco morte eredità. Il testo è di Thomas Strittmatter, artista ... continua>>>
Bersano ha deciso di non aderire al No B-Day. Ha detto di non condividere una manifestazione contra personam, anche se l'imputato era Silvio Berlusconi. Così facendo, è rimasto fedele ad una condotta troppo corretta, che negli anni trascorsi ha dimostrato di non ripagare abbastanza
Più ci penso e più mi appare
strano il comportamento del Partito Democratico e del suo leader, Pierluigi
Bersani, di fronte alla manifestazione contro Berlusconi, tenutasi ieri per le strade
di Roma. Il neoeletto Segretario di partito per giorni ha tenuto a precisare
che lui e tutto il suo schieramento politico non avrebbero partecipato al
grande raduno, perchè non si può manifestare contro una persona, ma solo contro
fatti, atti, leggi: insomma, tutto fuorchè un essere umano, anche se quell’essere
umano si chiama Silvio Berlusconi.
Effettivamente, se questi
fossero tempi normali e se la battaglia politica si combattesse seguendo codici
d’onore e impugnando armi virgolettenobilivirgolette, il ragionamento di Bersani non
farebbe una piega. Peccato però che il paese Italia sta vivendo tempi assai
difficili e che l'empasse in cui è caduta la politica ha bisogno di una scossa
decisa per scongiurare un purtroppo ormai assai probabile patatrack definitivo.
Quella di ieri, perciò, sarebbe stata per il PD l'occasione tanto attesa per
dimostrare un pò di sana furbizia politica, forse non del tutto corretta ma probabilmente
efficace, per farsi portavoce di un dissenso, interpretare un'insofferenza,
contribuire a dare voce a un malcontento che il Partito Democratico stesso in
più di una circostanza ha dimostrato di soffrire. E' vero: il movimento viola
ha più volte ribadito di non voler essere messo sotto l'egida di una forza
politica e di non accettare di essere iscritto nelle liste di questo o quel
partito. Una scelta peraltro condivisibile e giustissima, anche se destinata ad
essere in parte modificata se si intende perseguire un qualche risultato
concreto.
Un bravo uomo politico
dovrebbe sapersi insinuare negli interstizi del tessuto sociale e conquistare
l'opinione pubblica; abbandonare una condotta eccessivamente corretta se questa
ha dimostrato per oltre tre lustri di non essere proprio efficace; imbracciare
almeno una parte delle armi utilizzate dal proprio avversario, qualora, come in
questo caso, il fine giustifica i mezzi.
di Fabrizio Bandinelli
commenti all'articolo
da causidico
per una che ne azzeccano ogni tanto....ecco i rimproveri