Missione spaziale su Marte: l’Europa in cerca di vita aliena

0
969
marte

Non saranno gli Stati Uniti ma gli europei, questa volta, a tentare di raggiungere Marte per rispondere ad una delle più annose domande che affliggono il genere umano: siamo soli nell’universo.

La missione ExoMars – questa il nome dell’impresa spaziale europea – sarà suddivisa in due atti. Il primo si consumerà il prossimo 14 marzo da una base in Kazakistan, dove il razzo Proton è già pronto ad affrontare il suo viaggio che lo porterà in prossimità del pianeta rosso.
Il secondo viaggio alla volta di Marte avrà luogo invece nel 2018, fra due anni e rappresenterà forse la parte più interessante della missione per noi non addetti ai lavori.

Il lavoro di Proton in realtà è importantissimo ai fini della missione, e può considerarsi in un certo senso preparatorio.
Il razzo è stato equipaggiato con Un Trace Gas Orbiter, uno strumento che ha la funzione di individuare la presenza di metano e altri gas nell’atmosfera di Marte.
Occorreranno circa 7 mesi a Proton per raggiungere il pianeta del dio della guerra. L’analisi della sua atmosfera darà già una prima risposta alla domanda sull’origine del metano nell’atmosfera di Marte: è geologica o biologica?

Si tratterebbe di una prima risposta, non probatoria ma molto interessante. Proton è inoltre equipaggiato con un modulo di atterraggio che prende il nome dallo studioso, nostro connazionale, Schiapparelli.
La funzione di Schiapparelli è quella di testare l’atterraggio di un rover nell’ottica della missione del 2018.

Il rover, realizzato dai britannici, nel 2018 su Marte dovrà atterrarci per davvero e potrà finalmente fugare – quasi – ogni dubbio sull’esistenza dei “marziani” in epoche precedenti, grazie all’analisi della superficie del pianeta.
Se la missione europa dovesse dare esito positivo e confermare l’esistenza di forme di vita su Marte, per l’uomo si aprirebbero scenari rivoluzionari che ci imporrebbero di rivedere le nostre convinzioni scientifiche e teologiche.

Il dottor Dr Peter Grindrod, dell’università di Londra, che ha finanziato la missione Exomars, è aperto a questa possibilità:
“Cercare la vita su Marte è incredibilmente eccitante. Trovo però che per una scoperta così straordinaria come quella della vita su Marte occorrano prove altrettanto straordinarie.”

SHARE

COMMENTA