Francia, inizia il processo al dentista pazzo

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Quello del dentista pazzo non è un cliché presente unicamente nei film dell’orrore: purtroppo anche nella vita reale la cronaca odierna ci riporta un episodio che fa accapponare la pelle ed esacerba la fobia del dentista nei pazienti più sensibili.
Siamo in Francia, nel piccolo villaggio di Château-Chinon, una località di circa 2000 anime dove fino al 2008 non esisteva un dentista.

Gli abitanti, per una banale pulizia dei denti o per rimuovere una carie, dovevano percorrere diversi chilometri in auto e raggiungere gli studi odontoiatrici nelle città più vicine.
Poi però è arrivato Jacobus Van Nierop, un omone grande e grosso con ottime referenze. Veniva dall’Olanda e sembrava avesse fiutato il potenziale professionale nel trasferirsi in una comunità dove il dentista non esisteva.

Gli abitanti di Château-Chinon avevano finalmente trovato un dentista, ma con esso anche l’orrore.
Dal 2008 infatti le denunce a carico di Van Nierop sono state circa 70. Il dentista folle è stato accusato di essere un sadico e di mutilare volutamente i suoi pazienti.
Una donna ha confessato di essere stato convocata nello studio dentistico per un check up di controllo, ma Van Nierop dopo averla anestetizzata le ha estratto 8 denti perfettamente in salute.
La vittima è stata per diversi giorni dolorante senza poter mangiare nulla di solido.

Altri pazienti hanno dichiarato che Van Nierop ha somministrato loro quantità di anestetico eccessive per stordirli, lasciato frammenti di oggetti fra i denti, provocato ascessi e danneggiato in maniera permanente i loro denti.
A seguito delle accuse, la polizia ha arrestato Van Nierop nel 2013 per poi rilasciarlo in attesa di un processo.
Il dentista ha fatto perdere le sue tracce fuggendo in Francia ma è stato rintracciato e riportato prima in Olanda e poi in Francia.
Adesso finalmente il processo a carico di Van Nierop ha inizio.
Ieri, martedì 8 marzo, la prima udienza.

75 vittime del medico folle erano presenti in aula. L’accusa per il dentista è quella di aver mutilato sadicamente i propri pazienti e inflitto loro danni permanenti.
La difesa di Van Nierop si fonda sull’insanità mentale. L’uomo ha affermato di avere una personalità borderline e di non riuscire a tenere a bada i suoi istinti più biechi quando si trova in ambulatorio con un paziente a bocca spalancata.
Ha aggiunto di aver tentato il suicidio numerose volte e di vivere un rapporto conflittuale con la propria sessualità e la sua natura transgender.
Alla domanda se si rendesse conto del dolore provocato ai suoi pazienti, Van Nierop ha seccamente risposto:“non mi interessa.”

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