Obbligazioni 50 anni: crisi petrolio opportunità

Obbligazioni

Abu Dhabi sarebbe sul punto di fare il suo ritorno sui mercati internazionali collocando nuove obbligazioni in dollari suddivise in tre tranche a 3 anni, 10 anni e mezzo e 50 anni. L’ultima emissione risale allo scorso mese di aprile, quando il Paese emirato raccolse 7 miliardi e registrò una grande domanda per le sue tranche a 5, 10 e 30 anni. A maggio vi fu la riapertura con altri 3 miliardi ottenuti.

Obbligazioni emesse dagli Emirati Arabi Uniti

Adesso, secondo quanto riportano indiscrezioni ancora in attesa di conferma, si accingerebbe a collocare un titolo a 50 anni con cedola fissa del 3%. Il triennale garantirebbe 95 punti base in più del Treasury e la scadenza marzo 2031 sui +135 bp, cioè qualcosa rispettivamente come oltre l’1,10% e il 2%. 

Riprendendo in esame le ultime emissioni, notiamo che il quinquiennale in scadenza il 16 aprile 2025 e cedola 2,50% si acquista oggi a 106, ragion per cui offre un rendimento dell’1,14%. Dal suo sbarco sul mercato secondario, ha messo a segno un apprezzamento del 4,6%.

Invece, il decennale 16 aprile 2030 e cedola 3,125% si acquista a più di 112,50 e rende l’1,62%; ovvero molto meno della cedola, anche in tale circostanza, dato il rialzo del 9,5% del via alle negoziazioni. Infine, il trentennale 16 aprile 2050 e cedola 3,875% si acquista sopra 124 e offre un rendimento del 2,40%. Dal suo ingresso sul mercato secondario guadagna quasi il 23%. 

Finanze solide e un fondo sovrano inesauribile

Le finanze degli Emirati Arabi Uniti sono alquanto solide. Difatti, i rating assegnati dalle principali agenzie al debito sono eccezionali. Raramente viene chiuso un bilancio in deficit.

E, qualora fosse, l’emirato detiene un fondo da 700 miliardi da dollari, alimentato con i proventi del petrolio esportato, e saprebbe dunque da dove attingere il denaro.

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