Telescopio Hubble individua un buco nero supermassiccio nella galassia NGC 4889

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Alcuni scienziati osservando l’universo tramite il telescopio spaziale Hubble hanno individuato una galassia chiamata NGC 4889, una delle tante nell’Ammasso della Chioma, al centro del quale si trova un buco nero supermassicci. Secondo la NASA, ogni galassia ha un buco nero supermassiccio con “masse superiori a oltre 1 milione di soli combinate” nel suo centro, e gli scienziati ritengono che tali buchi neri siano all’origine delle stesse galassie.
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Il buco nero supermassiccio della galassia NGC 4889 ha delle misure davvero spaventose: secondo l’osservazione al telescopio spaziale Hubble, gli scienziati hanno potuto calcolare che il buco nero ha circa 130 miliardi di chilometri di diametro. Nella foto non è ovviamente visibile, le tracce delle sua presenza diretta sono osservabili esclusivamente tramite strumenti dotati di esposizione ai raggi X e agli infrarossi, oppure si ricorre ad altri sistemi, come hanno fatto gli esperti della missione WFIRST allo Space Telescope Science Institute di Baltimora. Gli astrofisici di Baltimora sono riusciti a misurare il buco nero supermassiccio di NGC 4889, utilizzando la velocità delle stelle che si muovono intorno ad esso. La forza gravitazionale esercitata da un buco nero è tale da attirare la luce e far ruotare le stelle in un moto centripeto intorno ad esso fino ad inghiottirle del tutto. Ora un buco nero ha solitamente dimensioni davvero misere se rapportate alle grandezze del cosmo, si stima poche decine di chilometri, eppure la sua forza di attrazione risulta immensa. Considerato ciò, un buco nero con un diametro di 130 miliardi di chilometri può fagocitare intere galassie.
Eppure questo mostro spaventoso, mistero della fisica, sembra sia dormiente ed è “ora così pacifico che le stelle si stanno formando dal suo gas rimanente e orbitano indisturbate attorno al buco nero“, secondo una dichiarazione rilasciata dalla NASA ed ESA. Questo accade perché “il buco nero influenza solo la materia molto vicina ad esso, in modo che per trovare le prove dei buchi neri si ha bisogno di immagini molto nitide e anche per prendere le misure“, ha detto Roeland van der Marel, capo della missione ‘WFIRST’ allo Space Telescope Science Institute di Baltimora. “Certo, una collisione con un’altra galassia è in grado di riattivare il buco nero“, ha continuato van der Marel.

‘WFIRST’ è l’acronimo di Wide-Field Infrared Survey Telescope, ed è la missione della Nasa che tramite lo Space Telescope Science Institute, utilizzando strumenti come il telescopio spaziale Hubble, indaga grandi regioni del cielo, al fine di individuare pianeti oltre il nostro sistema solare.

I buchi neri non risucchiano” gli oggetti, ha spiegato van der Marel. “Questo è un errore comune. Il materiale che si muove nella direzione del buco nero cade al suo interno in quanto il gas entra i frizione con quello che viene mangiato [dal buco nero]. Una volta che il buco nero ha mangiato tutto il gas non può semplicemente continuare a farlo e resterà dormiente fino a raggiungere un’altra dose di materiale che potrà consumare.”
Per fortuna non c’è nulla di cui preoccuparsi, perché la galassia NGC 4889 si trova a 300 milioni di anni luce di distanza dalla nostra Via Lattea, che è 150 volte la distanza che ci separa la Galassia di Andromeda, la galassia a noi più vicina.

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