La formula per il successo? I buoni spesa gratis! L’ascesa di Winefordrink non si ferma

Sulla scena sempre mutevole e in continua crescita delle communitu italiane, forse fra i più veri protagonisti di questa congiuntura economica e dei tentativi di superare la crisi con strumenti diversi, sta riscuotendo un successo particolarmente significativo Winefordrink, l’idea community nata a partire da una fornita enoteca online e che ha, nel giro di pochi mesi, cambiato le regole del gioco per tutte le realtà simili che nascono ogni giorno. Alla base, e come vera chiave, di questo successo e di questa crescita che non accenna ad arrestarsi, troviamo il principale mezzo di ricompensa proposto dalla community Winefordrink, ossia i buoni per fare la spesa gratis. Perchè così vincenti?

Innanzitutto va analizzata la modalità di ingresso alla community, ossia l’acquisto di una piccola fornitura di bottiglie di vino pregiato: contestualmente a tale acquisto, e senza costi aggiuntivi, si accede a Winefordrink, che ha per prima cosa la funzione di fare da strumento di marketing per l’enoteca stessa. Ma è proprio qui, come dicevamo, che entrano in gioco i buoni spesa gratis: a differenza di altre community, infatti, è con questo mezzo che vengono ricompensate le attività di passaparola dei soci, che ricevono nuove scorte di buoni spesa gratis mano a mano che, con l’iscrizione di nuovi membri, scalano i livelli della community, fino a costruirsi una vera e propria rendita costante.

Ma quale caratteristica dei buoni spesa gratis li rende tanto appetibili da attirare sempre nuove reclute per Winefordrink? Una rapida analisi dello strumento ci fornisce la risposta. Dal punto di vista dell’utente, questi buoni sono praticamente equivalenti al denaro contante: sono spendibili in una rete sempre crescente di esercizi commerciali, e possono essere utilizzati per acquisti di ogni genere di merce, dall’elettronica, all’abbigliamento, al carburante  (a differenza dei vecchi, e noti, Ticket Restaurant, con i quali era possibile acquistare solo cibi e bevande). Ma dal punto di vista fiscale questi buoni non sono contante, e non vengono tassati come guadagni, bensì con una tassazione separata e prelevata all’origine: questo significa che entrano nelle tasche dei soci della community già “netti”, e non vanno a costituire cumulo di reddito soggetto alla già forte pressione fiscale. Un tratto, questo, che li rende la ricompensa ideale, e che facendone il mezzo perfetto per gli acquisti – e non l’accumulo – apre interessanti scenari sul rilancio dei consumi diretti.

 

Sembra che le notifiche siano off!