Livelli del mare in aumento: 13 milioni di persone rischiano di restare senza casa

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Un nuovo studio sui cambiamenti climatici ha dato un’ennesima previsione disastrosa: i livelli del mare, a causa del costante surriscaldamento globale, sono destinati a crescere nei prossimi decenni, costringendo decine di milioni di persone a spostarsi e perdere le loro case
Sul loro studio in prospettiva, basato sulla costa atlantica degli Stati Uniti, nella peggiore delle ipotesi i ricercatori hanno considerato un aumento del mare di circa 1,80 metri, che nella sola Florida comporterebbe lo sfollamento di circa 13 milioni di persone.
A Miami Beach, i segni del cambiamento sono già evidenti, dal momento che l’alta marea ha portato l’acqua del mare fin sui passi carrai. E la città ha già dovuto elevare otto strade secondo il Politico Magazine, e sono state erette sei nuove barriere frangiflutti e installato pompe ad acqua di massa per reindirizzare il flusso delle acque.

Mathew Hauer, un dottorando presso l’Università della Georgia, ha detto “potremmo vedere una migrazione su scala enorme se non approntiamo alcuna protezione contro l’innalzamento del livello del mare.”
I costi elevati di tali operazioni sono allarmanti, soprattutto perché riferiti su scale molto vaste per ogni nazione, ma alcuni ricercatori sostengono che il nuovo studio è fin troppo catastrofico.

L’esperto dell’aumento dei livelli del mare, il dottor Benjamin H. Strauss, sostiene che questo studio sia fin troppo statico nelle sue ipotesi.
“I modelli di sviluppo attuali per il resto del secolo sembrano un futuro improbabile, perché, come il livello del mare continua ad aumentare e i problemi costieri diventano lampante, lo sviluppo costiero e immobiliare dovrà cambiare.”

Ma un altro aspetto del problema, che resta altrettanto preoccupante, è dato dal fatto che lo studio pubblicato parla soltanto della costa orientale degli Stati Uniti, senza prendere in considerazione – per ovvi limiti geografici – altre zone del mondo. Molti insediamenti umani: città, villaggi, piccoli centri, sono localizzati su siti costieri a pochi metri sul livello del mare. Se le fosche previsioni si riveleranno esatte, il problema potrebbe coinvolgere centinaia di milioni di persone.

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