Cuba, il discorso di congedo di Fidel Castro

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Le ultime parole famose

E’ stata l’ultima apparizione pubblica di Fidel Castro. Il lider maximo cubano, presentatosi in comoda tuta Adidas ormai quasi 90enne e visibilmente segnato dalla vecchiaia, ha parlato ai cubani al settimo congresso del partito comunista davanti a 1300 persone, scatenando la commozione dei molti presenti.

“Prima o poi arriva per tutti!”

Giunti a un momento di profondo cambiamento, visto il termine dello storico embargo americano e della riapertura dei rapporti con gli Stati Uniti, Castro, ritiratosi dalla politica attiva dal 2008 a favore del fratello Raul, ha parlato della sua figura vicina alla fine e dell’importanza per Cuba di mantenere la sua identità anche in prossimità del riavvicinamento al mondo americano, ricevendo sentite standing ovation nel ricordare i valori che hanno portato alla rivoluzione del 1959: “Forse – ha detto Fidel, interrotto dalla gente che gridava il suo nome – questa sarà l’ultima volta in cui parlo in questa stanza. Presto compirò 90 anni. Non mi aveva mia sfiorato una tale idea e non è stato il frutto di uno sforzo, è stato il caso. Presto sarò come tutti gli altri, il turno arriva per tutti. Le idee dei comunisti cubani rimarranno come prova che su questo pianeta, se lavori molto e con dignità, puoi produrre i beni materiali e culturali di cui gli esseri umani hanno bisogno. Ai nostri fratelli dell’America Latina e del mondo dobbiamo trasmettere che il popolo cubano vincerà”.

Il passaggio di consegne

Successivamente Fidel ha ringraziato il fratello Raul per un lavoro definito magnifico, con lo stesso che è stato riconfermato dal partito comunista come per i prossimi 5 anni, nonostante abbia annunciato di volersi ritirare nel 2018: oltre al fratello del lider maximo riconfermato presidente di Cuba e segretario del partito, è stato mantenuto gran parte del gruppo dirigente del governo e delle cariche militari fra cui Jose Machado Ventura che pur era dato in d’uscita da il ministro delle forze armate, generale Leopoldo Cintra Frias, il comandante Ramiro Valdes e il generale Ramos Espinosa.