Kobe Bryant dice addio, 60 punti nel suo ultimo match

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Un campione della palla a spicchi

Un momento davvero triste per tutti i grandi appassionati di basket. Questa notte si è giocata l’ultima partita ufficiale in carriera di Kobe Bryant, che ha annunciato l’addio al basket giocato alla fine della stagione regolare, che per i suoi Lakers è stata a dir poco disastrosa. Finisce quindi l’epopea ventennale di uno dei più grandi di sempre del basket americano, atleta unico amato trasversalmente in tutto il mondo per il suo talento e per il suo carattere affabile e da leader. Una delle guardie indubbiamente più forti, complete e vincenti di sempre, Bryant ha deciso di ritirarsi a 38 anni dopo le ultime tre travagliate stagioni che non gli hanno permesso di giocare con regolarità minando il suo fisico: la scelta, ponderata da più di un anno è stata quella di fermarsi piuttosto che vivacchiare senza infamia e senza lode, non potendo più risultare decisivo nella caccia a nuovi esaltanti titoli.

Una carriera straordinaria

Il palmarès di Bryant parla da solo: 5 anelli Nba (l’ultimo nel 2010) un Mvp della Regular Season nel 2008, due volte Mvp delle Finali, 11 volte presente all’All Star Game, più una quantità invidiabile di record personali, tra cui, tra gli altri, più giovane giocatore convocato all’All Star Game, miglior realizzatore di sempre dell’All Star game, miglior realizzatore di sempre dei Los Angeles Lakers, miglior score personale in una partita (81 punti contro i Raptors nel 2006). Oltre a questo, due ori olimpici conquistati con la Nazionale Americana.

Vip e tifosi sulle tribune per rendergli omaggio

Per l’ultima gara della sua vita indossando lo storico numero 24 contro gli Utah Jazz, lo Staples Center si è trasformato in un vero show per celebrare il suo più grande campione dai tempi di Magic Johnson: video tributi, omaggi, ovazioni e la presenza di uno stuolo di vip, amici e tifosi che hanno salutato una carriera stratosferica, tra cui il suo mentore Phil Jackson, Magic Johnson, Jack Nicholson, Lebron James e Alessandro Del Piero. Kobe, che ha trattenuto a stento l’emozione e ha detto di non essersi ancora reso conto del cambiamento (“domani andrò regolarmente ad allenarmi” ha dichiarato) ha ringraziato tutti alla sua maniera: 60 punti per chiudere alla grande un’avventura inimitabile, partita tra l’altro in Italia da piccolissimo. Proprio nel belpaese Kobe ha promesso di tornare presto per insegnare ai ragazzi a giocare a basket.