Stacchio, il benzinaio che uccise rapinatore: la Procura chiede l’archiviazione

0
803
stacchio

Il benzinaio “colpevole” per essersi difeso

La procura di Vicenza ha deciso di depositare la richiesta di archiviazione del procedimento contro Graziano Stacchio, il benzinaio di Ponte di Nanto, accusato di eccesso colposo di legittima difesa. Era il 3 febbraio del 2015 quando l’uomo imbracciò il fucile per difendere la commessa della gioielleria Zancan assaltata da un gruppo di malviventi. Il gestore dell’area di servizio si era trovato a schivare le raffiche di mitra dei banditi e ne aveva ucciso uno, un uomo di 41 anni, nomade trevigiano, Albano Cassol. L’uomo era stato colpito ad una gamba e morì poche ore dopo, lontano dal luogo dell’ accaduto. Per la Procura furono gli stessi banditi a sparare per uccidere, mentre Graziano Stacchio avrebbe solamente risposto ad una minaccia mortale. Dei tre colpi sparati dal benzinaio, due hanno colpito la carrozzeria dell’auto dei rapinatori, mentre uno raggiunse la parte posteriore della coscia di Cassol.

“Lo rifarei, se fosse necessario”

E’ passato un anno da quando avvenne l’accaduto e Stacchio conferma che lo rifarebbe nuovamente se fosse necessario, perché difendere quella povera donna intrappolata in una gioielleria lo considera come un dovere: “Altrimenti che futuro potrebbero avere tutti i nostri figli?”. Così Graziano Stacchio commenta l’intenzione espressa dalla Procura di Vicenza di chiedere l’archiviazione. Stacchio ha, inoltre, aggiunto: “Mi sono lasciato strumentalizzare da tutti, da destra e da sinistra, al fine di arrivare ad una modifica legislativa. Ma finora nulla è cambiato”. Per quanto riguarda invece la decisione della Procura, l’uomo si aspettava che arrivasse molto prima. “Non ho sparato per uccidere – spiega – mi sono solo difeso dai banditi che mi sparavano addosso”.

Due ladri ancora a  piede libero

Tuttavia restano ancora latitanti altri due componenti della banda, il dna dei quali non ha ancora trovato riscontri, mentre per Oriani Delresi giostraio veneziano con precedenti per rapina, è stato identificato grazie alle tracce trovate sull’auto utilizzata per la rapina.