Caso Regeni: l’Egitto rifiuta di consegnare i dati telefonici, è rottura

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Nessun intesa tra Roma ed Il Cairo

Non va a lieto fine l’atteso incontro alla Procura di Roma tra la polizia egiziana e quella italiana, che dovevano celebrare il fondamentale summit per fare luce sul destino del giovane ricercatore Giulio Regeni, morto in circostanze misteriose in Egitto. Nonostante le rassicurazioni da Il Cairo sulla validità della collaborazione, il dossier fornito dagli egiziani alla autorità italiane è risultato lacunoso e insoddisfacente, mancando infatti i decisivi dati del traffico telefonico di 10 utenti riconducibili a cittadini egiziani legati a Regeni; il materiale è stato rifiutato, scatenando la chiusura della sinergia in atto tra i due paesi, che già viveva di continue tensioni per la poca efficienza egiziana nel dare contributi di rilievo alla causa.

L’Italia richiama il proprio Ambasciatore

Falliti quindi gli ultimi colloqui tra le parti, l’Italia che aveva annunciato provvedimenti nel caso si fosse palesata scarsa collaborazione, è passata al contrattacco richiamando dal Cairo l’ambasciatore Maurizio Massari, una scelta definita di “dignità”, visto il comportamento egiziano. Che come molte indiscrezioni raccontano, nasconde forse la verità: ovvero che Giulio è finito vittima della polizia criminale locale, che pensando che l’accademico avesse visto o scoperto qualcosa di scomodo nel suo lavoro di ricerca sul delicato mondo del lavoro e dei sindacati egiziani, ha deciso di rapire e spaventare Regeni, con torture e violenze scaturite nella morte. Una versione che appare ormai sempre più credibile tanto, che il dittatore Al Sisi starebbe pensando di rimuovere dall’incarico il capo del corpo di polizia che ha dato l’ordine del rapimento, anche se le fonti governative difendono strenuamente l’ipotesi dell’assalto da parte di una banda di criminali: “L’Italia – ha detto il premier Matteo Renzi – ha preso un impegno con la famiglia Regeni, con la memoria di Giulio Regeni, ma anche con la dignità di ciascuno di noi nel dire che non ci saremmo fermati se non davanti alla verità.

Delusione della Polizia Italiana… 

Il procuratore di Roma, dottor Pignatone e i suoi collaboratori si sono espressi considerando deludenti i colloqui con le autorità egiziane e quindi è arrivato il richiamo in Patria per consultazioni dell’ambasciatore. Ci fermeremo solo davanti alla verità quella “vera”. Forte delusione arriva anche dalla famiglia Regeni, certa però che le istituzioni non si fermeranno fino a che non sarà fatta luce su questa assurda morte ancora misteriosa.

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