Blocco Brennero, l’Italia contro l’Austria

blocco brennero
Tensione alla frontiera
Emergenza migranti, sale la tensione tra Italia e Austria. Non è per niente piaciuta al Ministero degli Esteri Italiano l’annuncio austriaco sulla chiusura del Brennero, per impedire l’ulteriore passaggio di migranti in fuga, considerata una soluzione estrema al problema visti gli impressionanti numeri registrati nei giorni scorsi.
Vienna chiama…
Secondo le registrazioni austriache, sono circa 37.500 le richieste d’asilo massime, dopo le quali scatterà la costruzione di una barriera fisica di 250 metri che permetterà il contenimento e approfonditi e maggiori controlli: “In caso estremo l’Austria potrebbe chiudere completamente il Brennero – ha spiegato il Ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil durante una riunione del suo partito a Innsbruck – se l’Italia continuerà a far passare i migranti, potremmo essere costretti a chiedere alle autorità italiane di fare noi controlli anche sul loro territorio. Se l’Italia farà come ci aspettiamo e la Germania farà come ci aspettiamo, avremmo un grande problema. Perché se l’Italia lascerà passare i migranti e la Germania comincerà a respingerne sempre di più ai suoi confini, l’Austria rischierebbe di trasformarsi in una sorta di sala d’attesa. Per questo dobbiamo andare in offensiva. Proseguiremo con gli annunciati controlli di confine e la creazione di nuove misure legislative”. Immediate le reazioni, con innumerevoli associazioni umanitarie che hanno lanciato un appello affinchè l’Austria rinunci all’iniziativa.
…Roma risponde!
Altresì il Ministro degli Esteri tricolore, è pronto a dare battaglia: “Un atto molto grave. Negativo per l’economia e brutto segnale per l’Europa. Vedremo di che cosa si tratta – ha detto Gentiloni – se si tratta di parole, non ci saranno conseguenze sul terreno. Se, invece, ci saranno muri, significherà aver dimenticato che i problemi vanno affrontati insieme”. Commenti critici sono arrivati anche da Mattarella e Napolitano, mentre per Vittorio Longhi direttore di Progressi: “La nuova barriera austriaca rievoca i momenti più bui della storia europea e richiama tutti quei tentativi fallimentari di blindare i confini, come tra Grecia e Macedonia, Spagna e Marocco, Stati Uniti e Messico. Anziché abbandonarsi all’isteria populista dettata dalle urgenze elettorali, i governi europei dovrebbero lavorare seriamente alla gestione comune dei flussi migratori e alla protezione dei rifugiati, concentrandosi sulle cause”.
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