Volo Egyptair, ancora mistero sulla strage: trovati in mare resti umani e valigie

volo Egyptair

E’ ancora mistero sulla strage possibilmente accaduta sul volo Egyptair prima di scomparire. Nel Mediterraneo intanto, ad alcune centinaia di chilometri a nord dell’Egitto, sono stati ritrovati resti umani e valigie delle 66 persone che erano a bordo dell’Airbus. Ancora le autorità egiziane e francesi non si sbilanciano sulla matrice terroristica, ma le notizie arrivano pian piano e pare che, prima di inabissarsi, a bordo ci sarebbe stato del fumo.

Ma tutto rimane ancora avvolto nel mistero e al momento si attende un ricognitore francese con sonar e altri macchinari utili per procedendo al recupero delle scatole nere, fondamentali per capire cosa sia successo al volo Egyptair MS804, sparito dai radar verso le 2:45 di giovedì e inabissatosi dopo improvvise virate. Sulla misteriosa sorte del volo Egyptair ha parlato anche il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault che ha ribadito che momentaneamente non c’è alcuna indicazione valida per privilegiare qualche ipotesi. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha invece detto: ”Certamente non si può escludere che si sia trattato di un attentato terroristico”.

Il buco di 50 minuti di silenzio fino al disastro, durante i quali i controllori del traffico aereo avrebbero provato invano a comunicare con l’Airbus ancora non è stato neanche chiarito e proprio In questo tempo è scattato l’allarme antifumo. A distanza di quasi due giorni dal disastro del volo Egyptair nessuna organizzazione terroristica ha ancora rivendicato l’azione e forse anche per questo le autorità vogliono andare caute sulle possibili congetture e attendono ulteriori chiarimenti dal controllo delle scatole nere.  Ma i giornali governativi del Cairo non ci stanno e gridino a grano voce che si tratta di n complotto per colpire i rapporti politico militari tra Egitto e Francia. Dal controllo della lista dei passeggeri non è emerso alcun nome che faccia parte dei potenziali terroristi. In mare è stata anche ritrovata una macchia di carburante rilevata da uno dei satelliti dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea.

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