Col Covid in treno rischio contagio

covid treno

I treni a lunga percorrenza dei big del settore adesso viaggiano al 100% dei posti. Prima, per il corona, non potevano. Ma la legge è cambiata ed è tutto perfettamente in regola. Col Covid in treno rischio contagio, questo è il problema.

Il Comitato tecnico scientifico del Governo Conte è molto preoccupato. È vero che la decisione delle aziende dei treni è lecita. Ma stata presa senza aver ricevuto il parere del Comitato. Poco buon senso, pur nel rispetto delle regole.

Il fatto è che col Covid sale la possibilità di infezione negli scompartimenti: passeggeri che parlano, saliva che vola, appositi sostegni dove c’è trasmissione salivare. E poi i bagni, qualche angolo non molto pulito. La promiscuità, la vicinanza, l’assembramento. 

Col Covid in treno rischio contagio: ecco perché il Comitato esprime una decisa contrarietà alla scelta fatta. Ricordiamo che è consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro, a bordo dei treni a lunga percorrenza, nei casi in cui l’aria a bordo venga rinnovata. Come? Sia mediante l’impianto di climatizzazione sia mediante l’apertura delle porte esterne alle fermate. E se l’aria si blocca, che si fa? Il corona attende solo quel momento per picchiare duro. 

Inoltre,  i flussi devono essere verticali. Bisogna adottate procedure al fine di garantire che le porte di salita e discesa dei viaggiatori permangano aperte durante le soste programmate nelle stazioni. Più, come fa capire la foto, la “pistola” puntata in fronte che controlla se il passeggero ha la febbre.

Aria, serve aria fresca e pulita contro il Covid. In un treno. Che tutto può avere, fuorché aria fresca e pulita.

Sembra che le notifiche siano off!