Doppia preferenza a favore delle donne: contro la libertà

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Premessa: uomo e donna devono avere pari diritto in tutto. E anzi spesso sarebbe meglio far prevalere il gentil sesso, più dotato di creatività e di fantasia. Ma la doppia preferenza a favore delle donne è inaccettabile. Accade in Puglia: a Roma, il Consiglio dei ministri del Governo Conte ha dato il via libera al decreto sull’adeguamento del sistema elettorale pugliese alla doppia preferenza di genere. A favore, dice il premier (pugliese), dei diritti delle donne.  Così ora si può scegliere, in occasione della prossima competizione elettorale, tra candidati di sesso diverso. E la cosa potrebbe estendersi in tutta Italia.

In realtà, al di là delle strumentalizzazioni politiche e del desiderio di raccogliere consensi, questo provvedimento è liberticida. La doppia preferenza a favore delle donne uccide la libertà dell’elettore. Io, alle urne, devo essere libero di scegliere chi voglio: una sola preferenza. Se ci sono candidati bianchi, neri, gialli, calvi, capelluti, maschi, femmine, trans, transgender, omosessuali maschi, omosessuali femmine, interisti, juventini, alti, bassi, magri, grassi, cattolici, buddisti, ne scelgo uno.

Perché per me, quello o quella è il più bravo. Non possono esserci una lista di uomini, una lista di donne, una lista di trans, una lista di milanisti, una lista di gobbi, una di storti, una di dritti. Si è tutti eguali di fronte all’elettore.

Né le tendenze sessuali né i credi religiosi devono incidere. La doppia preferenza fa male alla libertà e fa male alle donne stesse. Che da sole, con le loro armi (superiori a quelle dei maschietti secondo chi scrive) sono in grado di battere chiunque, inclusi uomini, omosessuali, vegani, miscredenti, 20nni e 60enni. Tutti uguali. Non conta l’immagine, ma la sostanza

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