Obama decide per l’intervento armato in Libia

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Il presidente Obama, in base alle pressioni che riceve dai servizi di sicurezza nazionale e dai suoi consiglieri militari, ha deciso di approvare l’uso delle forze armate USA in Libia per aprire un altro fronte di guerra contro lo Stato islamico.
Ma Obama, vuole che la guerra in Libia, paese già abbastanza martoriato, sia l’ultima delle chance e ha chiesto ai suoi aiutanti di raddoppiare gli sforzi per contribuire a formare un governo di unità nazionale libanese.

L’intervento dovrebbe essere basato sulle tattiche già viste altrove: attacchi aerei, raid di commando e supporto logistico e consulenza alle milizie libiche di terra..
Il segretario alla Difesa Ash Carter e il generale Joseph Dunford Jr., presidente del Joint Chiefs of Staff, sostengono che sarà necessario l’intervento militare degli Stati Uniti e di qualche alleato.
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L’azione militare da parte del governo USA è una risposta alla crescente preoccupazione per la presenza dello Stato islamico in Libia, dove gli estremisti hanno approfittato del caos politico del paese, per rafforzare la loro presenza, con implicazioni preoccupanti per gli Stati Uniti e l’Europa – in particolare l’Italia, divisa dalla Libia dal breve tratto delle Stretto di Sicilia.

I funzionari degli Stati Uniti hanno pubblicamente affermato che la Libia potrebbe diventare la prossima Siria del Nord Africa. Il numero di combattenti dell’ISIS in Libia è cresciuto arrivando a contare tra le 5.000 e le 6.500 unità, mentre lo scorso autunno secondo alcune stime ufficiali erano meno della metà. E’ molto probabile che il numero sia stato accresciuto con l’arrivo di molte nuove leve provenienti da tutto il Nord Africa, le quali adesso si recano in Libia, anziché nel lontano medio oriente. Questi nuovi sedicenti combattenti stanno andando ad ingrossare ulteriormente  le file degli estremisti, già installatisi nelle roccaforti sparse lungo i più di 200 chilometri di costa mediterranea nei pressi di Sirte.

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