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Appalti pubblici: tutto quello che c’è da sapere per partecipare a una gara

Attraverso gli appalti le amministrazioni pubbliche conferiscono la realizzazione di opere e si approvvigionano di forniture di beni e servizi, offrendo importanti opportunità alle aziende e alle PMI. Tuttavia, questi meccanismi richiedono una profonda conoscenza delle modalità che consentono di partecipare a una gara d’appalto pubblica.

Oltre a possedere i requisiti previsti dal bando di gara, le imprese devono rispettare i termini e le regole stabiliti per ogni singolo appalto, proponendo un prezzo competitivo per aggiudicarsi la gara ma anche sostenibile per garantire gli standard di qualità previsti dall’appalto. Inoltre, bisogna dotarsi di strumenti adeguati per garantire l’espletamento degli obblighi assunti, secondo quanto previsto dal Codice degli Appalti Pubblici.

I documenti da presentare per partecipare alla gara d’appalto


Una volta scelto il bando l’azienda deve presentare la sua candidatura, fornendo una serie di documenti obbligatori. Alcuni sono uguali per tutte le gare e disciplinati dal Codice degli Appalti Pubblici, altri invece sono discrezionali e indicati dall’amministrazione pubblica all’interno del bando di gara. Uno di questi è l’iscrizione alla camera di commercio, oppure presso il registro delle commissioni provinciali per l’artigianato.

Bisogna inoltre fornire il DURC, il Documento unico di regolarità contributiva per garantire la conformità agli adempimenti fiscali, oltre a compilare il DGUE, il Documento di gara unico europeo da inviare in modalità telematica. Questo documento è un’autodichiarazione che informa dell’idoneità del candidato alla gara d’appalto, in quanto non si trova in una delle condizioni che possono determinarne l’esclusione previste dal Codice degli Appalti.

Un dubbio piuttosto comune tra le imprese che partecipano per la prima volta a una gara d’appalto è quando stipulare le fideiussioni assicurative. La legge è molto chiara in merito, infatti l’articolo 93 del Codice degli Appalti sancisce che ogni impresa che vuole partecipare a un bando di gara deve attivare una fideiussione obbligatoria, uno strumento che serve a tutelare il committente pubblico attraverso una garanzia specifica, ad esempio una fideiussione provvisoria, a rata di saldo o definitiva secondo quanto specificato nel bando.

Come candidarsi a una gara d’appalto pubblica

Nel bando sono riportati tutti i documenti da produrre e fornire per partecipare alla gara, ma anche le modalità di presentazione della domanda. Al giorno d’oggi le procedure sono state informatizzate, quindi è possibile inoltrare la richiesta online attraverso la piattaforma digitale messa a disposizione dall’amministrazione pubblica.

Può trattarsi ad esempio del MEPA, il Mercato elettronico della PA gestito da Consip per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, oppure mediante l’intermediazione di operatori accreditati come Consip.

Per candidarsi bisogna registrarsi sulla piattaforma seguendo le modalità di accreditamento previste, inviando tutta la documentazione richiesta e l’offerta tecnica con il prezzo per l’appalto. In questo documento bisogna spiegare come si intende eseguire il lavoro, oppure fornire beni o servizi richiesti dall’amministrazione pubblica, una proposta che deve essere dettagliata e rispondere a tutti i criteri definiti nel bando di gara.

L’affidamento di appalti pubblici tramite bando prevede un prezzo a base d’asta, ovvero un valore dell’appalto stimato a seconda delle condizioni di mercato e alla base di calcolo utilizzata. A questo punto, ogni candidato propone la sua offerta, valutando con attenzione questo valore, in quanto dovrà essere congruo con il tipo di attività da realizzare. Quindi, il committente pubblico procede alla scelta dell’offerta migliore, tenendo conto anche dell’idoneità dei requisiti tecnici, professionali e finanziari dei vari candidati.

I criteri di aggiudicazione dell’appalto


Quando il bando di gara è chiuso l’amministrazione pubblica procede con la valutazione delle proposte, secondo i criteri di aggiudicazione dell’appalto previsti dall’articolo 95 del Codice degli Appalti Pubblici.

L’obiettivo principale in questi casi è evitare un potere di scelta illimitato da parte del committente, per promuovere la concorrenza e garantire che il vincitore della gara d’appalto sia in possesso di tutti i requisiti e in grado di realizzare il lavoro o soddisfare la fornitura richiesta.

La scelta dell’offerta avviene tenendo conto della proposta economicamente più vantaggiosa con il miglior rapporto qualità-prezzo, applicando anche il principio del minor prezzo salvo alcune eccezioni particolari. Qualora nessun candidato proponga un’offerta congrua e conforme, ad esempio per la mancanza dei requisiti richiesti da parte di tutti i partecipanti alla gara, la stazione appaltante potrebbe anche scegliere di non aggiudicare l’appalto.

Per vincere una gara d’appalto, quindi, è necessario rispettare tutti i requisiti previsti nel bando, puntando a seconda dei casi sull’offerta di un prezzo più vantaggioso oppure su una maggiore qualità in confronto ai concorrenti.

La determinazione della qualità, infatti, comprende la valutazione di numerosi criteri, come il pregio tecnico, le certificazioni, le caratteristiche innovative o il possesso del marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea.

Le amministrazioni pubbliche devono comunque indicare i criteri utilizzati per la valutazione e l’aggiudicazione dell’appalto, segnalando i criteri premiali individuati per l’analisi delle candidature al bando di gara.

Ad esempio, il committente pubblico potrebbe fornire un punteggio maggiore ai candidati che garantiscono un minore impatto ambientale, oppure certificazioni di parità di genere, con la possibilità per le imprese di conoscere i criteri adoperati per l’affidamento dell’appalto prima della presentazione della domanda.