Eterna questione meridionale: 5 miliardi al Sud

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Il meraviglioso Sud Italia con i suoi splendidi abitanti sono nel cuore del Governo Conte, com’è giusto che sia. C’è l’eterna questione meridionale da risolvere, aggravatasi dopo il Covid. Nel decreto Agosto entreranno norme per introdurre una fiscalità di vantaggio al Sud: un’agevolazione del 30% dei complessivi contributi previdenziali per tutte le aziende che operino nel Mezzogiorno, dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020. 

Negli anni successivi, previa autorizzazione della Commissione europea, la decontribuzione arriverà al 30% fino al 2025, al 20% fino al 2027, al 10% fino al 2029. Tutto questo costerà 1 miliardo nel 2020 e poi 4 miliardi negli anni successivi: totale, 5 miliardi. Soldi tolti ai bonus consumi in Italia. Quindi, sì agli aiuti al Sud anziché ai bonus per tutta la nazione. E denaro per la scuola coi suoi banchi a rotelle.

Più 6 mesi di sgravi al 100% per assunzioni a tempo indeterminato. E ancora: 3 mesi per assunzioni a tempo determinato di lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti balneari. La bellezza del Sud che splende nel mondo, l’industria del turismo meridionale che può fare linfa vitale al Meridione. 

La questione meridionale è sì economica, facciamo notare, ci vuole il fisco light. Ma gli stessi meridionali sanno che è anche un problema di di legalità e di volontà dello Stato di definirsi quale autorità. Che guida su un nuovo sentiero una parte della nazione. Una moralizzazione economica e politica, sociale e industriale. Con risorse naturali e umane immense, come la storia ha dimostrato e dimostra tuttora. 

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