Fatturato e occupazione: cosa cambia in Italia

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Fatturato e occupazione in Italia: cosa cambia. Per l’Istat, a luglio si stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti dell’8,1% in termini congiunturali, proseguendo la dinamica positiva registrata nei due mesi precedenti. Nella media degli ultimi tre mesi l’indice complessivo cresce dell’11,1% rispetto ai tre mesi precedenti.

Prosegue la ripresa del fatturato dell’industria che, al netto dei fattori stagionali, segna risultati positivi sia nel confronto con il mese precedente, sia su base trimestrale. L’incremento è diffuso a tutti i principali raggruppamenti di industrie, ad eccezione di quello dell’energia, per il quale la variazione su base trimestrale rimane ancora negativa. Il settore manifatturiero registra un aumento congiunturale sia su base mensile sia su base trimestrale. La crescita registrata negli ultimi tre mesi riduce il gap rispetto ai livelli precedenti l’adozione delle misure di contenimento della pandemia, che tuttavia permane ancora ampio (-7,7% rispetto a febbraio, al netto della stagionalità). 

Nel secondo trimestre 2020, la “temperatura” del lavoro scende. Sono le Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) che subiscono una eccezionale diminuzione sia sotto il profilo congiunturale (-11,8%) sia su base annua (- 17,0%), come conseguenza della riduzione delle ore lavorate a seguito delle notevoli perturbazioni indotte dall’emergenza sanitaria. 

A livello congiunturale diminuisce l’occupazione dipendente in termini sia di occupati (-2,1%, Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro) sia di posizioni lavorative (-3,9%). Adesso, aggiungiamo che si aspettano le riforme strutturali del Governo Conte per ridare slancio al Paese. Così come vuole l’Unione europea. Che ci presterà una montagna di denaro.

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