Incubo cartelle esattoriali: solo rimandato a metà

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Attenti alle bufale online: non è vero che le cartelle esattoriali per i vecchi debiti verranno bruciate. Dimenticate dal Fisco e dallo Stato. L’incubo cartelle esattoriali è solo rimandato col decreto Agosto (o decreto Scostamento) in discussione. Per giunta a metà. Rinvio del 50% delle tasse sospese durante i tre mesi di lockdown e proroga a fine anno della Tosap e della Cosap. Le 6,7 milioni di cartelle che Agenzia Entrate-Riscossione è pronta a notificare dal prossimo 1° settembre saranno inviate a imprese e cittadini dopo il 15 ottobre 2020. Ma arriveranno, eccome.

Trattasi solo di sei settimane di respiro in più per i contribuenti in difficoltà: non hanno soldi, non hanno lavoro, o sono in altri guai causa Covid. In più, il Governo Conte prevede il sostegno immediato ai settori più colpiti dalla crisi economico-sanitaria. Come? Con una partecipazione dello Stato alle spese sostenute dai cittadini che pagano con moneta elettronica. Il decreto Agosto punta a far pagare le tasse sospese a marzo, aprile e maggio alle aziende con particolari cali di fatturato solo per la metà delle somme dovute. Rinviando il restante 50% al 2021 e al 2022. Complessivamente la nuova sospensione e successiva dilazione nei prossimi due anni vale circa 3,8 miliardi di euro.

Sul tavolo, in discussione, anche la possibilità di recuperare da subito l’Iva per crediti non riscossi da imprese entrate in procedure concorsuali. Le imprese chiedono la detassazione in capo ai dipendenti delle erogazioni dei datori di lavoro. Il caso più ricorrente? In pandemia, le somme erogate dalle imprese in favore dei loro dipendenti. Per coprire la differenza tra la busta paga ante pandemia e l’importo della cassa integrazione.

Un altro miliardo è quello che chiede la ministra per le politiche agricole e alimentari Teresa Bellanova da destinare ai 180mila ristoratori che offrono nelle loro tavole prodotti alimentari made in Italy. Nel pacchetto di interventi a sostegno dei settori in crisi: si sono confrontati i capi delegazione riuniti a Palazzo Chigi dal premier Conte. E c’è anche la proposta del ministro dei Beni Culturali che punterebbe a incentivare tutti gli acquisti nei centri storici, indipendentemente dalla categoria merceologica.

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