Nutriscore: semaforo rosso contro l’etichetta a semaforo

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Nutriscore è l’etichetta nutrizionale a semaforo. Che fa presa: facile, immediato, coi colori per far capire subito. Verde sano, rosso poco sano. Ma (giustamente) la Coldiretti le fa la guerra. Per l’associazione,  sistemi come Nutriscore sono fuorvianti, discriminatori e incompleti. 

Qual è l’accusa Coldiretti contro Nutriscore? Questi sistemi finiscono per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali. Che da secoli sono presenti sulle tavole. Per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. Infatti, il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, ha presentato al Consiglio dei ministri agricoli un documento assieme ad altri sei Paesi (Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia e Romania) sui limiti dell’etichetta Nutriscore.

Ballano 28 miliardi delle esportazioni agroalimentari Made in Italy nell’Unione Europea tra i quali si contano: formaggi, olio, salumi Dop ingiustamente penalizzati dal nuovo sistema. L’etichettatura Nutriscore, come quella a semaforo adottato in Gran Bretagna influenzano il consumatore: se hai il verde, scegli prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari. Etichetta che dice sì a cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero. Contro l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma. 

La soluzione si chiama sistema di etichettatura nutrizionale FOP (Batteria) proposto dall’Italia. La palla passa all’Ue. Sperando che… abbiano buon gusto. In fatto di cibo, l’Italia è una dèa sulla Terra che scende dall’Olimpo, e ha diritto a essere ascoltata da tutti.

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