Pensione di invalidità per vecchiaia: quando anticiparla

Pensione di invalidità

Mosso dal principio di solidarietà, il legislatore ha introdotto nel sistema italiano la pensione di invalidità per vecchiaia. La misura attuata consente ai lavoratori invalidi di anticipare la pensione purché rispettino determinati requisiti. 

La pensione di invalidità per vecchiaia si divide in tre differenti categorie. Si tratta di una concessione riservata ai lavoratori dipendenti operanti nel settore privato. Quelli del settore pubblico possono invece accedere alla pensione di inabilità. 

Pensione di invalidità per vecchiaia: a chi è riconosciuta

La pensione di invalidità per vecchiaia è accordata ai lavoratori dipendenti del settore privato che hanno un grado di invalidità superiore all’80%. In aggiunta, sono essenziale al percepimento della somma altre condizioni, ovvero:

  • un’età anagrafica di 56 anni se donne e di 61 anni se uomini;
  • un’anzianità contributiva di vent’anni. 

Ai lavoratori, tali prima di aver presentato iscrizione all’assicurazione obbligatoria o con all’attivo almeno 10 anni di contribuzione e assicurazione dopo l’insorgenza della cecità parziale o totale, è concessa un’ulteriore agevolazione riguardante l’età anagrafica, che scende a 50 anni per le donne e 55 anni per gli uomini. 

In tutti gli altri casi, i lavoratori non vedenti in maniera parziale o totale, il limite minimo di età è fissato a 55 anni per le donne e 60 anni per gli uomini. Per avere accesso alla pensione di invalidità è obbligatorio sottoporsi in via preliminare a una visita presso gli uffici sanitari dell’Inps. Spetterà alla Commissione medica chiamata in causa esaminare lo stato invalidante e pronunciarsi in merito.

L’iter burocratico

Chi ha i requisiti indicati ha facoltà di avanzare la domanda. Preso lo stato clinico in considerazione, l’Inps procederà a chiamare e accertare l’effettivo problema. La pensione di invalidità per vecchiaia è regolata secondo lo strumento delle finestre mobili, pari a un anno. Detto altrimenti, intercorre un intervallo di dodici mesi tra il momento in cui la domanda viene avanzata e quello in cui la somma viene erogata. 

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