Sprechi alimentari: un italiano su due li annulla

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Tagliare, ridurre, sforbiciare: sono le parole d’ordine delle famiglie italiane. Spaventate dal Covid. E da un Governo che lascia perplessi: apre le discoteche e le richiude, non è pronto per la stagione scolastica e per i possibili contagi sui mezzi pubblici, scatena una strana pioggia di bonus senza riforme profonde nell’economia, ogni tanto allude a un possibile secondo lockdown che abbatterebbe le finanze degli italiani (ma rimanderebbe le elezioni). Ecco perché in fatto di sprechi alimentari, un italiano su due li annulla. Qui non si butta via niente. Come in tempo di guerra.

C’è il sano ritorno in cucina degli avanzi comunque ottimi. Esiste una maggiore attenzione alla data di scadenza. E poi, sì alla spesa a chilometri zero dal campo alla tavola con prodotti più freschi che durano maggiormente. Lo dice un’indagine Coldiretti/Ixe’. Dffusa in occasione dell’Earth Overshoot Day: il giorno in cui l’uomo avrà utilizzato tutte le risorse naturali che la Terra può rigenerare che per il 2020 si verifica a livello mondiale il 22 agosto. Con uno slittamento in avanti di 24 giorni rispetto all’anno precedente. Per le misure anti-coronavirus.

Sprechi alimentari: quanti soldi buttati

Due conti matematico-economico-alimentari: il calcolo dell’Overshoot Day è risultato delle analisi del Global Footprint Network. Cos’è? L’organizzazione di ricerca internazionale che ha esaminato l’Impronta Ecologica. Ossia? Un indicatore che tiene traccia della domanda dell’uomo per le aree biologicamente produttive. Queste zone forniscono risorse naturali e servizi ecosistemici: cibo, legname, fibre, spazio occupato per le infrastrutture e assorbimento delle emissioni di CO2.

E comunque sia, buttare via quanto è commestibile non è etico. In parole semplici: se gli abitanti dei Paesi ricchi buttano quanto gli abitanti dei Paesi poveri mangerebbero subito, trattasi di vergogna. Lo spreco alimentare nelle case degli italiani ammonta comunque a circa 36 kg all’anno pro capite secondo Waste Watcher e cresce durante l’estate. In soldoni, con ogni famiglia italiana che getta nella spazzatura cibo per un valore di 4,91 euro la settimana, si ha un totale di 6,5 miliardi. Inammissibile negli anni 1980 quando l’economia italiana girava alla grandissima (anche grazie a signori politici di elevatissima preparazione culturale e umana). Inammissibile oggi. Col Covid e con questa preoccupante e avvilente classe politica italiana.

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