4 motivi per cui è meglio non tenere più di 100 mila euro sul conto corrente

conto corrente

I depositi in conto corrente degli italiani ammontano, secondo le recenti stime, a 1.600 miliardi. Probabilmente, alla fine dell’anno il Prodotto Interno Lordo (PIL) nazionale e i depositi coincideranno. Stando alle previsioni il PIL sarà sceso almeno a 1.700 miliardi e i depositi, invece, saliranno, a 1.700 miliardi di euro. Ma c’è un grossa ma, talvolta dimenticato da chi è poco ferrato in materia. Lasciare i soldi sul c/c non è una mossa saggia. Nella presente guida scoprirai quali sono i quattro motivi per cui non vanno tenuti più di 100 mila euro sul conto corrente. 

Conto corrente: costi e criticità

In attesa di tempi migliori, molte famiglie italiane, improvvisamente colpite dall’emergenza, lasciano tutto sul conto, visto il futuro incerto. Investono poco nelle obbligazioni, men che meno nelle azioni, e per il momento il mattone, uno dei beni rifugio per antonomasia, viene accantonato.

A causa della poche (e scorrette) informazioni di cui sono in possesso credono che lasciare i soldi sul conto corrente sia la soluzione più vantaggiosa. In realtà, però, implica dei costi e delle criticità. Liquidiamo velocemente la questione dei costi opportunità: il denaro sul conto, anziché investito in obbligazioni o titoli, corrisponde a un mancato guadagno, soprattutto per chi dispone di cifre cospicue.

Piano a pensare che siano pochi gli italiani ad avere almeno 100.000 euro sul conto. I 1.600 miliardi di euro di depositi totali testimoniano il contrario. Eppure, lasciare un ammontare di denaro superiore ai 100 mila euro è una strategia suicida. Questo essenzialmente per via di quattro ragioni. 

Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

La prima fa riferimento alla garanzia in caso di fallimento dell’istituto bancario. Il FIDT, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, assicura le somme su c/c fino a 100.000 euro. Oltre tale soglia si corre il rischio di perdere la parte eccedente nel caso in cui la banca faccia “crack”.

Prelievo forzoso o patrimoniale sul conto corrente

Il secondo fattore che lo sconsiglia è relativo a un prelievo forzoso o a una eventuale patrimoniale. L’ipotesi è ben lungi dall’essere remota, sebbene con l’attuale esecutivo le probabilità siano piuttosto ridotte. Nel luglio del 1992, il Governo Amato, alla disperata ricerca di risorse, fece scattare un prestito forzoso sui c/c. Se essa scatterà in percentuale sui depositi, più soldi si disporranno sul conto e più pesante sarà la tassa. 

Bollo

Infine, al di sopra della soglia dei 5 mila euro si paga una tassa, il bollo sul conto corrente. L’importo è relativamente irrisorio: 34,2 euro ogni anno, tuttavia perché regalarli al Fisco

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.