Arabia Saudita, risposta a crisi petrolio: risalgono i bond

Arabia Saudita

In controtendenza ai negativi dati generali, l’Arabia Saudita fronteggia ottimamente la crisi petrolifera. Che non sia un periodo propriamente florido anche nel caso del Brent, lo hanno confermato i dati comunicati questo lunedì, con la quotazione scesa sotto i 42,50 dollari al barile.

Rispetto ai livelli di inizio 2020, resta un gravoso -35% e, nonostante la risalita sia avvenuta dai minimi toccati in aprile, quando il WTI americano arrivò ad essere svenduto a -40 dollari, la strada è ancora tutta in salita. 

Arabia Saudita: la mossa a sorpresa

In aprile l’Arabia Saudita coglieva il mercato alla sprovvista, annunciando, contestualmente al taglio dei prezzi di vendita, l’aumento della produzione. Una strategia applicata con il duplice scopo di mettere sotto pressione da una parte gli Stati Uniti e dall’altra l’alleato russo, non intendendo accollarsi interamente le perdite conseguenti a un abbattimento dell’offerta. Dai 9,7 milioni di marzo, i barili estratti giornalmente il mese successivo schizzarono a 12 milioni, segnando un nuovo primato storico.

Toccata la (presunta) massima capacità, a maggio la quota calava a meno di 8 milioni e mezzo. In agosto ha raggiunto i 9 milioni, per cui Aramco sta comunque producendo a circa 750 mila barili al giorno in meno rapportato ai numeri pre-Coronavirus. Eppure, a confronto con le altre superpotenze, la perdita è nel complesso tollerabile. Se si pensa cioè ai meno 2,2 milioni di barili al giorno negli USA o ai -1,9 milioni registrati dalla Russia o, ancora, ai -1,4 milioni per l’Iraq.

Il passato è servito da lezione

Facendo tesoro dei propri errori, quando nel 2014 scaricò interamente la colpa sulla sola Riad, l’Arabia Saudita ha evitato di sobbarcarsi completamente i tagli dell’offerta da parte degli alleati OPEC. A conferma del superamento della fase più nera, i bond nazionali prezzano più alti dei livelli pre-emergenza sanitaria, con la scadenza più longeva in dollari nel gennaio 2050 e cedola 5,25% a offrire un rendimento del 2,85%. 

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.