Bollo auto: Arriva il momento che tutti temevano!

bollo auto

Non hai pagato il bollo auto? Aspettati di ricevere l’avviso di accertamento. Compete alle Regioni il compito di stabilire chi si è dimenticato di pagare l’obolo annuale ed eventualmente di inviare una richiesta. Qualora il conducente lo ignorasse, potrebbe vedersi addebitate le penalità di mora e, beffa ulteriore, pure un fermo amministrativo della vettura.

Bollo auto: quando si è esentati

Tuttavia, possono esistere situazioni particolari grazie a cui essere esentati. Situazione limitate, occhio. È meglio controllare sempre di essere in regola: in determinate Regioni sono concesse delle agevolazioni, che danno modo di non pagare il bollo auto per una o più annualità. Prima o poi tocca però mettere mano al portafoglio. Se si fa a meno di regolare la rispettiva posizione, c’è il rischio di incorrere nel fermo amministrativo del mezzo. 

Una della prime casistiche è quando si compra una macchina usata. Troppo di frequente capita che nel momento in cui il veicolo venga acquistato da un privato ci si dimentica di accertarsi che l’onere sia pagato per l’anno in corso. In tal caso sarebbe abbastanza farsi consegnare dal cessionario la ricevuta attestante il versamento. Se il bollo risulta scaduto, il versamento deve essere eseguito dalla persona intestataria nell’ultimo giorno utile. 

Se l’acquisto viene fatto da una concessionaria il discorso cambia. Difatti, il bollo auto è in tal caso sospeso. Così facendo, il decorso della scadenza è completamente interrotto, finché l’atto di vendita ed il veicolo entra definitivamente in possesso del nuovo proprietario.

A questo punto il versamento competerà al possessore della macchina iscritta al Pubblico Registro Automobilistico, entro il 30esimo giorno della naturale scadenza dello stesso. Laddove il bollo fosse scaduto durante l’acquisto dell’auto usata, il nuovo proprietario sarà tenuto a pagare tutti gli arretrati. 

Ogni quanto bisogna pagare

Tolte particolari direttive, il bollo auto è da pagare una volta all’anno, entro il mese di immatricolazione. Se questa è stata compiuta nel corso degli ultimi dieci giorni del mese, la scadenza viene rinviata all’ultimo giorno del mese seguente. Ipotizzando dunque che sia stata comprata il 28 luglio, la scadenza risulterà essere il 31 agosto. Allo stato attuale delle cose, ci sono delle eccezioni in Piemonte e in Lombardia, dove si può pagare la tassa entro la fine del mese successivo rispetto all’immatricolazione. 

Un capitolo a parte sono le esenzioni. Queste possono presentarsi nel caso in cui il mezzo sia stato radiato perché demolito o esportato all’estero. Il mezzo non esisterebbe quindi più in quanto bene giuridico e l’onere del bollo smetterebbe di esserci a partire dal periodo successivo rispetto alla data di radiazione. Un’altra esenzione particolare riguarda il furto della vettura: qui è necessario effettuare una denuncia presso le autorità competenti. La copia andrà dopodiché depositata al Pra. 

Le categorie protette

Tra le altre esenzioni stabilite ci sono quelle riservate a determinate categorie di soggetti portatori di invalidità, quali:

  • i sordi;
  • i non vedenti;
  • gli ipovedenti gravi;
  • i soggetti con handicap psichici/mentali o con gravi limitazioni della capacità di deambulare. 

Affinché il diritto sia riconosciuto è essenziale intestare il mezzo alla persona disabile o al familiare a cui risulta fiscalmente a carico. Per concludere, trascorsi 30 anni dall’immatricolazione, le auto d’epoca o storiche possono godere dell’esenzione, ma secondo quanto ha stabilito la Corte Costituzionale la Regione dove è residente il relativo proprietario non è tenuto a concederlo. 

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