BTp 2067 conviene? Punti forti e deboli

Btp 2067

Rispetto ai minimi toccati nel novembre del 2018, il BTp 2067 e cedola 2,80% (ISIN: IT0005217390) ha registrato un più 73 per cento circa. Il 14 ottobre ha riscritto il suo massimo storico con una quotazione leggermente inferiore a 134. In buona sostanza, coloro che lo acquistassero dovrebbero scucire 1.338 euro dal portafoglio per ogni 1.000 euro di investimento nominale.

Pertanto, alla scadenza del 1° marzo 2067, subirebbero una perdita di oltre il 25%. Intanto, però, beneficerebbero di una cedola effettiva netta, cioè correlata all’esborso monetario e preso atto della tassazione, dell’1,83%. Tra gli assets definiti sicuri, un tasso d’interesse del genere è introvabile sui mercati avanzati in questo periodo. 

BTp 2067: i pro e i contro

Alla scadenza del bond “Matusalemme”, il rendimento lordo diminuisce, tuttavia, all’1,55%. Quello netto è dell’1,35%. Anche sotto questa prospettiva, il titolo rimane comunque allettante. Considerato che la Banca Centrale Europea avrebbe il compito di rafforzare gli stimoli monetari per scacciare lo spettro della deflazione dell’Eurozona, il BTp 2067 è meritevole di essere preso in considerazione oppure conviene starne lontani?

Le ragioni che inducono a darvi una chance sono riassumibili, innanzitutto, nel rendimento elevato. Come abbiamo già avuto modo di spiegare, dell’area ricca del mondo nessun bond sovrano offre l’1,55% lordo, nemmeno per quanto riguarda il lunghissimo termine. Ovunque i tassi di mercato si sono azzerati e addirittura gli investitori si accontentano di valori nominali nulli o negativi, pur di sfuggire ai rischi di questa crisi. 

Anche solo tenendo in considerazione la cedola effettiva, il reddito sarebbe elevato e ci sarebbe comunque la possibilità di rivendere tra qualche anno il bond sul mercato secondario a prezzi stabili o comunque di poco inferiori. A far pendere la bilancia dall’altra parte ci sono, invece, l’elevato prezzo e la volatilità delle quotazioni. Infine, la “duration”, può rivelarsi sia un punto di forza che un punto di debolezza. Nel caso in cui i rendimenti dovessero ulteriormente diminuire i prezzi salirebbero di molto, e viceversa. 

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.