Cashback in arrivo a dicembre: occhio a queste dritte per ottenerlo

acquisti con la carta di credito

In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il testo volto a regolamentare il bonus “del momento”, ovverosia l’ormai celebre cashback. Qualora non abbiate ben presente in che cosa consista l’incentivo stanziato dal Governo, ci pensiamo noi a rinfrescarvi la memoria. Ebbene, secondo quanto pattuito dagli uomini attualmente al potere chi effettuerà pagamenti con il bancomat o la carta di credito avrà modo di ricevere un rimborso pari al 10 per cento del totale speso. Sulla data di via ufficiale permangono ancora alcuni dubbi: la data più accreditata è quella dell’8 dicembre 2020, ma prima di darlo per ufficiale è essenziale attendere la nota diramata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), vincolata ad alcune convenzioni con la società PagoPa e la Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici). 

La fase sperimentale, ormai vicinissima, prevede che la restituzione del 10 per cento scatti dopo un tot predeterminato di operazioni, fissato a 10 pagamenti effettuati con una carta. Ad ogni modo, fissa ugualmente un limite massimo di rimborso di 15 euro per singola operazione, anche se essa fosse superiore ai 150 euro. Insomma, per renderle meglio l’idea, ipotizziamo che in prossimità delle feste abbiate intenzione di regalare alla vostra fidanzata (o fidanzato) una borsetta da 200 euro e il pagamento presso il negozio esercente sia effettuato mediante bancomat: avrete la possibilità di ricevere un rimborso di 15 euro e non di 20 euro. Abbiamo parlato di borsetta, ma avremmo potuto benissimo metterci qualsiasi altro bene (esclusi dei casi specifici, su cui però ci soffermeremo più avanti). Difatti, non esistono limiti in tal senso previsti dalle autorità, purché l’acquisto venga fatto in un negozio fisico e non online. Comunque, è accordato pure un maxi rimborso da 1.500 euro ai 100 mila acquirenti che avranno effettuato maggiormente ricorso alla carta di credito. Il provvedimento dura fino al 2022. 

Cosa si può comprare

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Il cashback concerne qualunque spesa sostenuta in qualità di consumatore: dai generi alimentari agli elettrodomestici, dall’abbigliamento alle spese mediche, fino ai ristoranti. 

In base al testo del decreto, entro febbraio sarà erogato il cashback della prima fase sperimentale e riguarderà solamente gli aderenti che abbiano effettuato un numero minimo di 10 transazioni regolate con strumenti di pagamenti elettronici. In tal caso il rimborso è pari al 10 per cento e si fermerà a 15 euro per le operazioni di acquisto ai 150 euro, come abbiamo già visto sopra. Inoltre, è statuito pure una soglia massima complessiva del valore degli acquisti pari a 1.500 euro. Detto in parole povere, si potrà riavere indietro al massimo un totale di 150 euro. 

Il quadro a regime partirà invece dal 1° gennaio 2020 e prevede la suddivisione dell’anno in semestri. Pertanto ci saranno tre finestre:

  • dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021;
  • dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021;
  • dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2022. 

Ciascuno dei meccanismi di rimborso evidenziati rimane immutato e vale lo stesso in merito ai “tetti complessivi”, anche se vengono chieste almeno 50 operazioni con la carta di credito. La restituzione dell’importo spesa avverrà entro i due mesi successivi alla scadenza, in sostanza: 

  • per il periodo che va dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021 entro il 31 agosto 2021;
  • per il periodo che va dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021 entro il 28 febbraio 2022;
  • per il periodo che va dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2022 entro il 31 agosto 2022. 

Il cashback sarà direttamente accreditato sul conto corrente del soggetto beneficiario, che l’acquirente indicherà in precedente sede. Difatti, il cittadino che ha intenzione di aderire a tale iniziativa ha l’onere di registrarsi sull’app IO, appositamente predisposta, nella quale avrà il compito di inserire il proprio codice fiscale e gli estremi identificativi di uno (o più) strumenti di pagamento elettronico dei quali vuole avvalersi per effettuare gli acquisti. Tra le regole è stabilito che non valgono gli acquisti compiuti come arte, professione o attività di impresa. Per la raccolta e la gestione dei dati del servizio sono poi state sottoscritte delle convenzioni ad hoc tra il ministero dell’Economia e delle Finanze presieduto dall’On. Roberto Gualtieri, da una parte, e la Consap e la società PagoPA dall’altra. 

Come funziona il cashback: serve lo Spid

logo spid

Chi mastica un minimo l’inglese saprà che, letteralmente, cashback significa “soldi indietro”. Ed infatti, nella fattispecie, si tratta di un rimborso pari al 10 per cento dell’ammontare speso nel limite di euro 150 a transazione (con un bonus pertanto pari o inferiore a 15 euro per singola operazione). La condizione, per cui non esiste alcun genere di deroga, è che l’aderente abbia effettuato 50 o più operazioni nel semestre preso in considerazione. L’unica eccezione vale per il mese di dicembre 2020, con la fase di avvio, dove ne basteranno 10. 

C’è, pertanto, un tetto massimo di spesa semestrale su cui sarà calcolato il cashback del 10 per cento, di 1.500 euro. Il massimale per ciascuna operazione di acquisto è di 150 euro. Per esempio, se acquistiamo un qualsiasi elettrodomestico da 500 euro, avremo come cashback sempre 150 euro. Per beneficiare del cashback c’è un limite minimo di transazioni da compiere a semestre, fissato a 50. 

Come iscriversi e ottenere il rimborso

pagamento elettronico

L’utente deve registrare, una sola volta, il sistema di pagamento che ha intenzione di impiegare per percepire il cashback. Quindi è tenuto a comunicare gli estremi del proprio bancomat, della carta di credito o dell’app di cui si serve. Poi, ha il compito di registrare anche l’IBAN su cui pensa di incassare il rimborso. Le informazioni appena menzionate andranno debitamente caricate sui canali attivati (per esempio presso il proprio istituto di credito o l’app IO, quella che accorda i servizi della Pubblica Amministrazione con cui è stato pure erogato il bonus vacanze).

Qualora la scelta ricada sull’applicazione IO, è opportuno rammentare che serve la carta d’identità elettronica o, in alternativa, è necessario attivare o usufruire della propria identità digitale: lo SPID. Dopo aver dato l’adesione al cashback, sarà sufficiente eseguire un acquisto nei negozi “cashless”, cioè senza contanti ma con moneta elettronica (bancomat, carta di credito, app smartphone). Ciascun pagamento sarà registrato nel sistema perché associato al codice e a carte pre-pagate. 

Il rimborso massimo ottenibile per ciascun semestre di riferimento è pari a 1.500 euro. Il cashback ha validità esclusivamente per acquisti nei negozi fisici, soprattutto perché il fine è disincentivare l’uso del contante. Non è in programma perciò una attuazione del cashback per gli acquisti online. Il fenomeno dell’evasione fiscale, purtroppo, è una realtà con la quale l’Agenzia delle Entrate è tenuta a confrontarsi continuamente e, per dissuadere da certe manovre scorrette (cioè non legali), l’incentivo all’uso dei pagamento tracciabili è ritenuta una buona soluzione.

Una mossa chiaramente destinata ad aiutare pure i negozi fisici. La  spietata politica concorrenziale (spesso “borderline”, almeno da un punto di vista etico…) delle piattaforme e-commerce ha inflitto seri danni. Se ci aggiungiamo lo scoppio della emergenza epidemiologica da Covid-19 tutto acquisisce ancora più senso. Tante famiglie versano in precarie condizioni e con questa presa di posizione vengono anche loro tutelate. Per concludere, i rimborsi non bisogna conteggiarli nella parte che costituisce il reddito di chi li incassa né tanto meno assoggettati ad alcun prelievo erariale. 

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