Cassa integrazione in deroga: aggiornamento Inps

cassa integrazione

Con il messaggio n. 3121/2020 l’Inps dà conto dell’implementazione della cassa integrazione in deroga per le imprese plurilocalizzate. Dopo la competenza attribuita all’Inps di autorizzare le relative domande di proroga, in quanto diverse aziende avevano una errata tipologia di prestazione al momento dell’inoltro della richiesta, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale rende noto di aver provveduto d’ufficio alla correzione.

L’ente territoriale di competenza si occuperà di esaminare tali domande onde evitare duplicazioni. In seguito alle disposizioni contenute nel Decreto Agosto, l’Inps fornisce alle aziende plurilocalizzate istruzioni per presentare in maniera corretta le richieste della cassa integrazione in deroga. Attraverso il messaggio n. 3121/2020 l’Istituto fa sapere di essersi adoperata all’implementazione del servizio, già messo a disposizione dallo scorso 14 luglio.

Cassa integrazione in deroga: i chiarimenti

Inoltre, la comunicazione dettaglia le motivazioni che hanno resi necessari i dovuti chiarimenti. Diverse imprese avevano già avanzato domanda indicando la tipologia di prestazione errata. Con il messaggio in questione si comunica che l’Istituto ha provveduto all’attribuzione delle stesse alla corretta procedura gestionale. Come puntualizza sempre l’Inps, tale documento serve a consentire di conservare gli effetti delle domande errate ed al contempo evitare che esse vengano annullate e ritrasmesse dalle ditte in questione. 

Nel messaggio l’Inps dà anche alcune indicazioni per evitare alla maggior parte delle aziende di ripetere gli errori e scongiurare eventuali complicazioni.

Spetta struttura territoriale l’accertamento dei duplicati

In base all’unità produttiva di riferimento, spetterà alla struttura territoriale competente accertare duplicazioni. Qualora riscontrasse la presenza di due domande riportanti gli stessi lavoratori, lo stesso periodo di riferimento e le stesse ore, l’Inps prenderà direttamente contatto con l’azienda per chiarire quale debba essere autorizzata.

Quelle già oggetto di un provvedimento di rifiuto da parte dell’ente territoriale andranno necessariamente ripresentate dalla compagnia. Infine, l’Inps stabilisce che le domande risultanti cancellate, se trasferite sulla procedura Sistema Unico, potranno essere sottoposte ad ulteriori rielaborazioni centralizzate.

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.