Fino a 5000 euro! Hai queste vecchie lire del 1947? Meglio controllare il portafogli

vecchie lire

Se hai queste vecchie lire del 1947 puoi davvero ricavarne una fortuna! Sono quattro gli esemplari allora coniati che oggi valgono in totale oltre 10 mila euro. Con il decreto C.P.S. n. 298 del 6 settembre 1946 è stata autorizzata l’emissione dei pezzi da 1, 2, 5 e 10 lire. Tutte le proposte qui considerate sono realizzate in Italma, una lega a base alluminio. Trovarle non è così complicato. In giro ce ne potrebbero essere ancora molte, perciò l’opera di ricerca può davvero essere fruttuosa. 

Le vecchie lire del 1947 meglio quotate

La più importante è quella da 10 lire. Identificata come le “10 lire Pegaso”, ha una stima di circa 5 mila euro se in Fior di Conio. Nel dritto porta impresso un ramo di ulivo con foglie e olive in mezzo all’indicazione del valore nominale. In basso, al centro, il segno di Zecca (R) e l’indicazione del millesimo. Nel verso è ritratto Pegaso, il mitologico cavallo alato, rampante verso sinistra. In basso la dicitura “REPVBBLICA ITALIANA”, su due righe, e i due autori. La produzione è proseguita fino al 1950. 

Un altro prezioso modello delle vecchie lire del 1947 è quello da 2 lire, che vale circa 2 mila euro in Fior di Conio. Identificata come “2 lire spiga”, porta nel dritto una spiga di grano al centro con l’iscrizione del valore ai lati e il millesimo in basso. Nell’altro si vede un agricoltore intento ad arare la terra. Lungo il bordo la scritta “REPVBBLICA ITALIANA” con in basso il nome dell’incisore e dell’autore. 

Un quartetto da favola

Le “5 lire Uva” del 1947 sono altrettanto da segnalare. A propria volta, hanno un prezzo medio in Fior di Conio di circa 2 mila euro. Nel dritto riportano la testa muliebre, rivolta a destra con mano che sorregge una fiaccola. La scritta “REPVBBLICA ITALIANA” è presente lungo il bordo. Nel verso, invece, è sito un grappolo di uva con tralcio e foglie a destra, in mezzo all’indicazione del valore nominale.  

Intorno ai 2 mila euro è normalmente pagata pure la moneta da 1 lira del 1947, purché, ovviamente, in Fior di Conio. Conosciuta pure come “la lira arancia”, nel dritto presenta, volta verso sinistra, una donna ornata con nei capelli delle spighe di grano. Nel verso un ramo di arancia con frutto. 

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.