Furto d’auto: ecco perché l’assicurazione non paga

assicurazione e massimali

Ci sono casi in cui nonostante la polizza copra il furto, l’assicurazione non risarcisce il danneggiato. Sembrerà strano ma è così, perché ci sono condizioni prestabilite che consentono ad un contraente di poter recuperare il danno subito. Ma in quali casi la compagnia assicuratrice non paga per un veicolo rubato? 

Furto auto ma l’assicurazione non paga, perchè? Questione di clausole

Non è certamente una rarità che un proprietario di auto, assicurato pure contro il furto, nel momento in cui il furto si verifica, non riesce ad ottenere il risarcimento da parte della sua compagnia di assicurazione. Questione di clausole, perché le polizze assicurative ne contengono di molte e spesso limitative nei confronti dei contraenti che si ritrovano a non ottenere un risarcimento che sembrerebbe spettante. Si tratta di autentiche limitazioni alle coperture assicurative sul rischio che la polizza dovrebbe coprire e che il contraente crede di poter sfruttare. 

Il mancato risarcimento spesso dipende dall’assicurato

Sarà anche colpa di clausole e limitazioni, che nascondono vincoli alla  copertura del rischio, ma a volte queste limitazioni sono collegate al comportamento, spesso imprudente e anche negligente dell’assicurato. 

Le compagnie di assicurazioni lavorano per fare utili e anche sui risarcimento, queste autentiche aziende non regalano soldi. E nel caso in cui il contraente non adotta comportamenti consoni, la compagnia può rifiutare il risarcimento. 

Tornando alla fattispecie di copertura assicurativa di cui parliamo, cioè il furto d’auto, le compagnie chiedono al contraente di adottare una serie di precauzioni volte a non agevolare il lavoro dei ladri d’auto. 

Tipico esempio di comportamento censurabile di in proprietario di auto nonché di contraente di polizza è quello di lasciare le chiavi dell’auto attaccate al cruscotto. Occorre ricordare che le compagnie di assicurazione in caso di furto pretendono, tra i vari adempimenti richiesti agli assicurati, anche la riconsegna delle chiavi. Chi subisce un furto d’auto deve infatti, denunciare il furto ai Carabinieri (compreso il furto del libretto e del Cdp se erano in auto), andare al Pra con la denuncia di furto rilasciata dai Carabinieri (per evitare che si debba pagare il bollo auto ed eventuali multe su una auto di cui si è perso il possesso) e poi andare all’assicurazione. 

Ci sono tre giorni di calendario (lavorativi) per andare a denunciare il furto anche alla propria compagnia di assicurazione per avviare la pratica di risarcimento. Alla compagnia di assicurazione bisognerà presentare una copia della denuncia effettuata ai Carabinieri e anche le chiavi dell’auto. Entrambe le chiavi che generalmente un proprietario di auto ha. 

La riconsegna delle chiavi richiama al comportamento corretto che un proprietario di auto deve mantenere. La consegna di tutte e due le chiavi serve all’assicurazione per verificare che il furto non sia avvenuto a causa della cattiva custodia delle chiavi stesse. 

Non avere anche una sola delle chiavi può dimostrare che la vittima del furto, cioè il proprietario dell’auto e contraente della polizza, non ha adottato misure conformi alle linee guida e in questo caso si configura una ipotesi di colpa grave dell’assicurato. Un comportamento imprudente che può dare diritto alla compagnia di assicurazioni di rifiutare il risarcimento del danno. In molti casi il comportamento imprudente che fa scattare l’esclusione della copertura è scritto nelle clausole di cui trattavamo in precedenza.

Anche la giurisprudenza spesso ha dato ragione alla compagnia che si è rifiutata di pagare un proprio cliente per colpa grave di quest’ultimo. Infatti gli ermellino considerano valida l’ipotesi di rifiutare il risarcimento dal momento che il contraente della polizza, sicuro del fatto che il rischio ricada esclusivamente sulla compagnia di assicurazione, può adottare comportamenti “leggeri” che non avrebbe adottato se il rischio ricadesse interamente su di lui.

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