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La folle direttiva UE che impone la ristrutturazione di casa, come funziona

Arriva la nuova direttiva “Green” dell’Unione Europea per avere immobili con migliore efficienza energetica, ecco di cosa si tratta.

Cosa prevede la nuova direttiva green?

La nuova direttiva europea punta ad un miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Occorre che gli immobili devono essere capaci di risparmiare sui consumi, soprattutto delle case. Il testo è ancora in lavorazione, ma se non ci sono cambiamenti dell’ultimo minuto, dovrebbe avere il via libera a partire dal 24 gennaio ed ottenere la pubblicazione entro metà marzo.

La direttiva della Commissione europea prevede che entro il 2030 tutti gli immobili residenziali debbano essere in classe energetica E. Si ricorda che la classe energetica di una casa è una certificazione che attesta l’efficienza energetica dell’abitazione, indicando quanto un immobile è in grado di utilizzare in modo ottimale e sostenibile l’energia.

L’obbligo di ristrutturazione è una realtà?

La classe energetica degli edifici, direttiva green vendita case

L’obbligo di ristrutturazione della propria casa potrebbe diventare presto realtà, il perché è presto detto. Il 60% degli immobili in Italia sono di classe F e G. Ben distanti dalla classe E, quindi per ottenere il miglioramento molti immobili dovranno essere ristrutturati. Per far ciò è necessario fare quindi dei lavori. Ma le spese sarebbero a carico dei proprietari di casa, anche se dovessero essere aboliti tutti i bonus attualmente presenti, a prescindere dall‘ISEE che si ha.

Tuttavia per ridurre i consumi energetici è necessario ridurre gli sprechi di circa il 25%. Tra gli interventi che permettono di ridurre gli sprechi ci sono: il cappotto termico interno o esterno, l’istallazione di caldaie a condensazione di nuova generazione o la sostituzione degli infissi. Quindi è chiaro che per fare questi interventi servono interventi di ristrutturazione.

Un altro salto in avanti entro il 2033

Entro il 2033 la direttiva impone il passaggio obbligato alla classe D, quindi un ulteriore salto di efficientamento energetico. Mentre nel periodo compreso tra il 2040 e il 2050 l’obiettivo è addirittura l‘emissione zero.

Il problema principale per l’Italia è che abbiamo un patrimonio culturale “vecchio” e di un valore storico inestimabile. Quindi tutto ciò che riguarda i monumenti, i musei, le Chiese e gli immobili storici del nostro Paese avrebbero bisogno di una deroga. Ed è su questo che il nostro Paese dovrebbe lottare.