Partita Iva, quanto costa aprirla e cosa fare

Partita IVA

Aprire la partita IVA ne vale davvero la pena? Mica è facile rispondere a tale domanda. I fattori da prendere in considerazione sono parecchi e talvolta alcuni non sono nemmeno noti per assumere una decisione in piena consapevolezza. Per tale ragione, prima di vedere come aprire una P. IVA, andrà necessariamente analizzato lo “scenario iniziale”, in modo da stabilire quale sia la soluzione più adatta al proprio specifico caso. Gli adempimenti richiesti per l’apertura sono diversi. 

Partita IVA: chi la può richiedere

Un regime può essere aperto da chiunque desideri avviare un’attività produttiva o un’attività professionale. Chi intende percorrere tale strada è tenuto a sottostare a vari obblighi di carattere amministrativo, contabile e burocratico. Ad esempio, nella circostanza per ditta individuale, ad esempio, si avrà l’obbligo di:

  • iscriversi al Registro delle Imprese;
  • tenere i registri contabili e compilare gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità);
  • effettuare liquidazione e versamenti IVA. 

Tra gli obblighi da ottemperare c’è poi l’iscrizione all’INAIL per l’assicurazione obbligatoria e alla gestione separata INPS. Il pagamento dell’IRES o dell’IRPEF dell’IRAP hanno delle aliquote uniche. 

Chi figura nel regime forfettario è tutelato da una serie di agevolazioni, tra cui un regime contabile semplificato. Ma anche di un regime fiscale con aliquota unica. Chi ha una partita IVA verserà il 15% di tasse su una base imponibile misurata in maniera forfettaria (a seconda del codice ATECO scelto). Naturalmente, non tutte le imprese o i professionisti ne hanno accesso. La legge dispone un limite massimo reddituale pari a 65 mila euro annui e diverse cause ostative. Ad esempio, nel collegato fiscale 2020 si stabilisce che il professionista non possa percepire un reddito da lavoro dipendente superiore ai 30 mila euro annui, spendere più di 20 mila per collaboratori, avere partecipazioni in società. 

Insomma, le differenze tra regime ordinario e forfettario sono tante, sia a livello di contabilità che a livello del vero e proprio aspetto fiscale. Le principali sono:

  • Tassazione dei redditi;
  • Limite reddituale all’ingresso;
  • Iscrizione INAIL;
  • Pagamento IRAP;
  • Limite al pagamento dei collaboratori;
  • Regime contabile semplificato;
  • Partecipazione in aziende e società. 
  • Partecipazione in società e aziende

Costi apertura

L‘operazione di apertura della Partita IVA è in sé gratuita, se svolta in maniera autonoma (al netto di eventuali diritti di segreteria e bolli). Qualora si scelga di rivolgersi alla consulenza di un professionista per l’espletamento della pratica, potrebbe essere richiesta la corresponsione di un onorario. L’iter viene svolto presso la sede competente dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione entro 30 giorni dall’inizio dell’attività produttiva o professionale. Successivamente alla presentazione dei moduli necessari, il Fisco provvederà ad attribuire il codice di 11 cifre utile al riconoscimento univoco del contribuente. 

Per aprire la P. IVA andranno compilati i modelli AA7/10 o AA9/12, dove va indicato il codice ATECO della propria attività. Dopodiché i documenti bisognerà:

  • riconsegnargli a mano;
  • inviarli via raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • spedirli in forma telematica mediante il software reso disponibile dall’AdE. 

Si lascia al contribuente la facoltà di decidere quale delle tre vie adottare. Non fa alcuna distinzione agli occhi dell’Amministrazione finanziaria. 

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.