Questa moneta da 1 euro ne vale 350. Ecco qual è perché

1 euro

Lo abbiamo già spiegato in precedenti occasioni e anche stavolta ci permettiamo di ricordarlo. Non si sa mai che la cosa vi sia sfuggita oppure vi abbiate dato poca importanza. Guardate con attenzione al vostro portafoglio. Se avete monete, anche da 1 euro, sappiate che, oltre al discorso affettivo, possono davvero valere una vera fortuna pure sul Iano economico. 

Spesso disponiamo di un piccolo tesoro senza nemmeno saperlo. La maggior parte delle volte i pezzi quotati dai collezionisti risalgono ad epoche lontane o, quantomeno, ai decenni passati, alle vecchie lire. Ma per ricavare dei bei gruzzoletti dal mercato della numismatica non è necessario tornare così indietro. Certi esemplari ottengono una stima davvero succulenta. Cercando tra gli spiccioli che avete in casa potrestiemagari imbattervi in una moneta da 1 euro che ne vale ben 350. 

Moneta da 1 euro: quotazione alle stelle

Tra le serie stampate dai vari Paesi appartenenti all’unione monetaria spiccano dei 2 euro, davvero di notevole pregio. Ma anche per quanto riguarda quelle da 1 euro non ci si può assolutamente lamentare. Specialmente nel caso del modello coniato a Monaco nel 2007. Ancora è il Principato a prevedere versioni di notevolissima fattura. Dopo la messa in circolazione di tale unità, ci si rese conto che accanto alla data mancavano i segni distintivi di zecca e, di conseguenza, fu ritirata immediatamente.

Quanti esemplari sono rimasti in circolazione

In circolazione ne sono rimasti intorno ai 2.600 esemplari e la quotazione si aggira tra i 300 e i 350 euro. Insomma, se trovate una moneta proveniente dal Principato di Monaco, buttateci un occhio perché può convenirvi sul serio. Prendete in analisi l’anno di conio e incrociate le dita che sia proprio del 2007. Il corrispettivo che un esperto del campo sarà disposto a riconoscervi toccherà cifre interessanti, purché le condizioni siano quanto più vicine al Fior di Conio.

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.