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Reddito di cittadinanza 2023, due bonus sull’assegno

Il reddito di cittadinanza 2023 ci sarà nonostante la legge di bilancio ha apportato non poche modifiche per i percettori.

Il Natale è passato da quasi un mese, ma il vero regalo per molti percettori di reddito di cittadinanza lo hanno ricevuto a gennaio. In particolare per coloro che a luglio e/o a novembre non hanno ricevuto le indennità anti-inflazione da 150 e 200 euro.

I decreti aiuti avevano promesso ai percettori di reddito di cittadinanza anche i bonus da 150 e 200 euro, ma non tutti li avevano ricevuti. Ma per ogni famiglia era possibile solo aver accreditato un bonus. Ma qualcosa è andato storto, perché alcuni nuclei familiari hanno ricevuto 350 euro, mentre altri no.

RDC 2021: in lavorazione gli accrediti sospesi

Reddito di cittadinanza 2023,

Già dal 16 gennaio sono entrati in lavorazione tutti accrediti che in qualche modo sono rimasti sospesi. Pertanto lINPS ha dovuto ricalcolare e valutare tutte le singole operazioni, e dopo le opportune verifiche evitare doppi pagamenti, e provvedere a chi non ha avuto i bonifici, pur avendone diritto.

I controlli sono importanti anche perché all’interno dello stesso nucleo familiare ci sono più percettori del reddito di cittadinanza, quindi era opportuno valutare correttamente la situazione. Dunque all’interno della stessa famiglia, l’Istituto Previdenziale ha disposto gli accrediti rimasti sospesi nei casi previsti.

Le nuove regole del Governo

Il Governo ha dichiarato a norma dell’art. 1 commi 313 -321 la durata massima dell’erogazione del contributo economico dal primo gennaio 2023 diventa di 7 mesi, per gli occupabili. E si perde al rifiuto della prima proposta di lavoro, proprio per favorire l’impiego di coloro che possono lavorare.

Si ricorda che per le persone che hanno più di 67 anni non si parla di reddito, ma di Pensione di cittadinanza 2023. Per ottenere la pensione di cittadinanza occorre avere un reddito Isee non superiore a 9.360 euro ed avere un patrimonio immobiliare inferiore a 30 mila euro, oltre la casa in cui si abita. Infine avere un patrimonio mobiliare inferiore a 6 mila euro per un nucleo familiare composto da una sola persona, 8 mila euro per i nuclei di due persone e 10 mila euro per quelli da tre in su;