Se hai le 500 Lire con 3 caravelle del 1958 potresti avere una piccola fortuna. Ecco il loro valore

500 lire

Nella storia della Repubblica Italiana sono passate monete davvero particolari, capaci di scatenare le fantasie degli amanti della numismatica. Un esempio lo sono quelle da 500 lire, coniate in due differente periodi temporali. La prima parentesi è cominciata nel 1958 per terminare nel 1967. La seconda, e più lunga,  è iniziata invece nel 1982 per concludersi nel 2001. Il 2001 non è un anno qualunque, difatti fu proprio allora che entrò in vigore l’euro.

Sebbene si tratti pur sempre di esemplari dal medesimo valore nominale, le due epoche hanno portato evidenti differenze. Se nella prima sono state realizzate in argento, nella seconda la Zecca dello Stato ha deciso di optare a favore delle unità bimetalliche. Comunque il nostro scopo non è tanto quello di soffermarci sulla storia in generale della moneta da 500 lire, quanto piuttosto di dedicare il giusto riconoscimento alla prima storica versione. Ci riferiamo ovvero alla serie del 1958, la capostipite in assoluto.  

500 lire: il dritto

Fino al 1968, quando venne ritirata, la raffigurazione rimase la stessa. Al dritto trovò infatti posto il busto femminile di stile rinascimentale e i 19 stemmi delle città capoluogo regionali dell’epoca, più precisamente:

  • Ancona;
  • Aosta;
  • Bari;
  • Bologna;
  • Cagliari;
  • Catanzaro;
  • Firenze;
  • Genova;
  • L’Aquila;
  • Milano;
  • Napoli;
  • Palermo;
  • Perugia; 
  • Potenza;
  • Torino;
  • Trento;
  • Trieste;
  • Udine;
  • Venezia. 

In basso è presente invece la legenda GIAMPAOLI, richiamante il nome dell’autore, Pietro Giampaoli.

Rarità e quotazione

Al rovescio della moneta da 500 lire del 1958 figurano le tre caravelle in navigazione verso destra. Intorno è impressa la scritta “REPVBBLICA ITALIANA”, sotto sono incisi il segno di zecca e il valore. Curiosamente la prova, immessa in circolazione in 1.004 copie nel 1957, ha erroneamente le bandiere controvento. Le 500 lire del 1958 sono uscite in una tiratura di 24 milioni e 240 mila esemplari. Di rarità C, possono attualmente raggiungere una quotazione di 23 euro se in Fior di Conio, che scende a 9 euro se Splendide e 7 euro se in buone condizioni. 

Pietro Giampaoli

Nato a Urbignacco di Buja (Friuli-Venezia Giulia) il 13 febbraio 1898, e scomparso a Roma il 27 febbraio 1998 all’età di 90 anni, Pietro Giampaoli è stato un affermato incisore e medaglista italiano. Soldato nella prima guerra mondiale, fu fatto prigioniero e deportato in Ungheria. Qui, da un altro prigioniero russo, apprese le basi del mestiere. Una volta rientrato in Italia, intraprese nel 1920 studi d’arte presso l’Accademia di Brera. Trasferitosi successivamente a Roma, con capacità e talento, iniziò l’arte dell’incisore e dello scultore, venendo impiegato a partire dal 1936 presso la Zecca dello Stato. 

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.