Se mi rubano l’auto l’assicurazione mi ripaga?

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Oltre al danno pure la beffa. Vedersi rubare la propria auto è una delle cose peggiori che un guidatore possa immaginare. Una sensazione resa ancora più spiacevole qualora riceva, da parte dell’assicurazione, il rifiuto al risarcimento. Difatti, le polizze Rca prevedono una serie di vincoli alla copertura del rischio, riferite al comportamento negligente e imprudente del cliente. Quest’ultimo ha l’onere di adottare una serie di precauzioni dirette a non agevolare il compito ai malfattori. Lasciare, ad esempio, le chiavi attaccate al cruscotto della vettura e uscire dell’abitacolo può costare caro. 

Risarcimento assicurazione, la compagnia non lo concede sempre: lo conferma il tribunale di Vicenza

A spiegare nel dettaglio quando la compagnia non ha il dovere di pagare è una sentenza recente emanata dal tribunale di Vicenza, che riprende l’orientamento ormai prevalente della giurisprudenza. La vicenda è quella di un uomo che, soggiornando in un hotel, aveva lasciato le chiavi del veicolo nella tasca dei pantaloni, lasciando però aperta la porta della camera. Un malintenzionato si era quindi intrufolato riuscendo a sottrarre il portafoglio e con esso le chiavi della macchina. Per tale ragione la compagnia negava il risarcimento all’uomo. 

Motivazione legittima

La motivazione addotta è stata considerata legittima dal giudice. Nelle condizioni contrattuali c’è la voce che esclude l’operatività della copertura in ipotesi di grave colpa del soggetto sottoscrittore o delle persone che, su incarico dello stesso, ne abbiano la disponibilità a vario titolo.

La clausola è dettata dal bisogno di evitare che il cliente, contando sul fatto che il peso economico del rischio finisca con l’essere traslato su un altro soggetto, ometta di adottare quelle minime precauzioni che un individuo ragionevole applicherebbe pure in assenza di una polizza. Ebbene, sottolinea il giudice, l’aver lasciato le chiavi nei pantaloni riposti sulla sedia e la porta della camera aperta non può che integrare quella grave colpa che nega la corresponsione dell’indennizzo. Difatti, si tratta di una precauzione minima inderogabile. 

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