Vacanze: la crisi si vede anche a tavola

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Non scopriremo di certo l’acqua calda se diciamo che l’estate 2020 è anomala. La pandemia ha azzerato gli arrivi di turisti stranieri nel Belpaese, a causa del blocco delle frontiere fino a inizio luglio. Un po’ in ogni zona del mondo le persone hanno approcciato le vacanze con attenzione. Vale anche nel nostro caso. Stando, infatti, ad un sondaggio condotto da Ixè per conto della Coldiretti gli italiani andati in vacanza sono stati 34 milioni, il 13 per cento in meno rispetto allo scorso anno. 

Vacanze: -25% di spesa media

La rilevazione conferma i timori degli ultimi mesi. In tanti hanno deciso di non partire. E oltretutto è diminuita pure la spesa media, stimata in 588 euro, pari a -25%. Il dato deriva dalle forti differenze tra le diverse fasce dei turisti. La metà avrebbe speso meno di 500 euro ciascuno, il 34% tra 500 e 1.000 euro, il 12% tra 1.000 e 2mila euro, il resto ha superato i 2mila euro. 

A pagare dazio sono i ristoranti. La spesa media sostenuta dai turisti per i pasti è calata del 30%, scendendo sotto i 20 miliardi di euro, fermando una crescita che proseguiva da un decennio. Oltre alle ridotte presenze, pesa pure il fatto che solitamente sono gli stranieri a spendere di più. Un po’ per assaporare la nostra cucina, un po’ perché cercano una qualità maggiore e sono disposti a mettere maggiormente mano ai loro portafogli per averla. 

Bonus non ancora usati

Quest’estate una buona parte degli italiani (25%) ha scelto di rimanere nei paraggi del proprio luogo di residenza, prevalentemente nella stessa regione. In parecchi casi hanno scartato gli alberghi, scegliendo di alloggiare presso amici e parenti o ricorrendo alle loro seconde case.

Relativamente ai bonus vacanze, sarebbero state inoltrate 1 milione e 350 mila domande, per un controvalore di 600 milioni. Ma quelli effettivamente già usufruiti si sarebbero fermati ad appena 420mila. Gli altri intendono usarlo dopo agosto, anche perché c’è tempo fino al 31 dicembre 2020. 

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.