Accertamenti fiscali: slitta la scadenza

Accertamenti fiscali

Società a prevalente partecipazione pubblica e pubbliche amministrazioni che devono pagare importi superiori a 5mila euro possono procedere senza i canonici accertamenti fiscali fino al 15 ottobre 2020. A renderlo noto è l’Agenzia delle Entrate – Riscossione nelle FAQ (risposte a domande frequenti), pubblicate il 18 agosto 2020 sul portale istituzionale, per chiarire le questioni in sospeso relative alle novità introdotte dal Decreto Agosto.

Accertamenti fiscali: rimandata la scadenza sospensione

Il Decreto Legge 104/2020 ha rimandato la scadenza sospensione dell’attività di riscossione al 15 ottobre 2020, che il Decreto Rilancio aveva in precedenza stabilito al 31 agosto. Dunque, gli accertamenti fiscali per i pagamenti dalle pubbliche amministrazioni e dalle società partecipate saranno più lungamente stoppati. 

Inoltre – si legge sempre sul portale istituzionale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione – la scadenza riguarda pure altri aspetti:

  • i piani di dilazione già in essere alla data dell’8 marzo 2020; 
  • la sospensione del versamento di ciascuna spesa, tributaria e non tributaria, conseguente ad avvisi di accertamento, avvisi di debito e cartelle di pagamento affidate all’Agente della riscossione;
  • le attività di notifica degli obblighi e di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione provocati dai pignoramenti prezzo terzi. In tal caso vengono presi a riferimento i salari, gli stipendi e le altre indennità afferenti al rapporto lavorativo, nonché a titolo di pensioni e trattamenti assimilati corrisposti entro e non oltre il 18 maggio. 

Obbligo di notifica

La sospensione degli accertamenti fiscali è valida per tutti i contribuenti dall’8 marzo al 15 ottobre 2020; e dal 21 febbraio unicamente per chi alla stessa data aveva sede operativa o legale oppure residenza nella prima zona rossa delineata dal DPCM del 1° marzo 2020.

Se dai controlli emergono delle inadempienze, società e pubbliche amministrazioni non procedono con il pagamento e sono tenute a notificare l’errore all’agente competente per territorio, per favorire l’attività di riscossione. 

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