Palestra: quando pagare l’Inail è obbligatorio

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In confronto al passato si può dire che la palestra sia ormai stata sdoganata nell’immaginario collettivo. Ormai non è più solo un “tempio” per chi desidera perseguire canoni fisici estremi, ma è un luogo di ritrovo, dotato di tutti i comfort necessari, dove mantenere la forma fisica e restare, pertanto, in salute. 

Palestra: pagare l’Inail è un obbligo in determinati casi

Il gestore della palestra è un privato che in cambio della messa a disposizione della sala, della partecipazione ad alcuni corsi e dell’utilizzo di certe macchine ne trae un guadagno. Insomma, non rientra nella configurazione di associazione sportiva dilettantistica senza scopo di lucro. Ecco perché il titolare è obbligato a corrispondere i premi all’Inail, l’Istituto per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Lo ha sancito la Corte di Cassazione mediante un’ordinanza depositata ieri, mercoledì 26 agosto 2020. 

Che in una palestra accadano infortuni non è assolutamente un’eventualità da escludere, vista l’attività di fitness svolta all’interno. Motivo in più per dover sottoscrivere l’assicurazione obbligatoria, così come in qualsiasi altra azienda. Gli ermellini tengono a sottolineare nel verdetto per ottenere le agevolazioni tributarie e altri incentivi, che l’assenza del fine di lucro deve emergere in maniera chiara e netta. È opportuno dimostrare che l’attività venga esclusivamente praticata dalle persone appartenenti all’associazione occupata di gestire l’impianto. In caso contrario, del sodalizio ne rispondono sia il presidente sia il vicepresidente.

La Cassazione puntualizza come l’esenzione dal pagamento dei premi Inail vada riconosciuta esclusivamente nel caso in cui l’attività sia svolta con modalità tali da escludere la presenza di interessi economici. Il fine ultimo deve essere cioè quello di sollecitare la pratica dello sport dilettantistico. Di conseguenza, un’organizzazione non riconosciuta che porta avanti la propria attività grazie alle quote versate. In definitiva, se una palestra non ha dei frequentatori bensì dei clienti deve pagare l’Inail. 

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.