Sequestro: quando il trust lo autorizza

Sequestro

Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni individuati come profitto di reati tributari e conferiti in un trust dall’indagato è legittimo, se sussistono elementi presuntivi tali da lasciar pensare che sia stato formato a scopi puramente simulatori. Con l’ordinanza n. 25991/2020 la Cassazione ha effettuato un chiarimento. 

Sequestro: il verdetto della Cassazione

Nel caso in esame la Guardia di finanza, non ravvisando denaro e beni nella disponibilità degli indagati per evasione fiscale, aveva preso provvedimenti. Ovvero aveva fissato la confisca di beni appartenenti al patrimonio di un trust, oltre a beni immobili, c/c bancari e un credito per finanziamento soci.

Il rappresentante legale della società segregata ha impugnato il decreto considerandolo illegittimo; in quanto emanato su beni non nella disponibilità degli indagati penali, poiché di esclusiva proprietà del trust. Secondo la difesa, con la sottoscrizione dell’atto costitutivo, le parti hanno conferito al trustee la piena proprietà dei beni, perdendo ogni diritto sugli stessi. 

Di diverso avviso la Corte Suprema, che ha dichiarato il ricorso inammissibile. E condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, rivelando come la società segregata nel trust non sia considerabile estranea al reato sicché manca alla base il carattere di alterità rispetto alla sfera di disponibilità del soggetto sotto accusa. In tal senso, elemento rilevante è risultato essere la posizione del guardino.

Una persona particolarmente vicina ai disponenti, rendendo sostanzialmente il trust svuotato di contenuto e piegato al loro volere.

Mera apparenza

Inoltre, gli ermellini hanno rilevato altri e numerosi fattori, tutti convergenti a confermare la finalità dell’istituto meramente apparente.

Dall’entità dei conferimenti, di sproporzionato ammontare rispetto alle finalità familiari, alla sussistenza di una correlazione tra l’oggetto del trust e l’ipotizzata attività illecita, gli indizi erano tanti. Dai conti correnti del trust sono emersi numerosi flussi di uscita a favore degli indagati rimasti ingiustificati.

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.