Mutuo prima casa: via libera al blocco delle rate per il 2021, chi può farlo

casa e sacca soldi sulla bilancia

Le commissioni Bilancio e Finanze dello Stato hanno scelto di rinnovare per l’intero 2021 la possibilità di sospendere il mutuo prima casa per varie categorie di lavoratori. Il provvedimento si colloca nell’ambito della conversione in legge dei decreti Rilancio finora varati dall’esecutivo presieduto dal primo ministro Giuseppe Conte, la cui approvazione in Aula è in programma per martedì sera. 

Se il disegno avanzato trovasse l’accoglimento sperato sarebbe possibile bloccare le rate, anziché fino al termine dell’anno in corso, come finora previsto, fino al termine del prossimo anno, cioè fino al 31 dicembre 2021, dalla prima rata in scadenza successiva alla data di presentazione della domanda. Per una maggiore comprensione facciamo un esempio, in cui sia facile rispecchiarsi: la richiesta si presenta all’istituto di credito, ovvero alla banca, nel mese di gennaio ed il mutuo viene congelato da quello seguente, vale a dire da febbraio.  

Mutuo casa: cosa riconosce il testo atteso martedì in Aula

Il testo che perverrà in Aula martedì riconosce, fra l’altro, uno sconto fino alla metà (50 per cento) dei canoni di affitto, fino ad una soglia massima indicata in 1.200 euro l’anno. Si istituisce, in aggiunta, un fondo pari a 50 milioni di euro per il 2021 per la sostenibilità del pagamento delle locazioni di unità immobiliari residenziali nelle aree ad elevata tensione abitativa. 

L’intervento è indirizzato pure agli esercizi commerciali, in particolare a bar e ristoranti, che tra gennaio e marzo del 2021 non verseranno Cosap e Tosap. La seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP slitta al 30 aprile del 2021, da corrispondere in una unica tranche oppure in quattro rate mensili di eguale importo a partire dalla medesima data, cioè fino al 31 luglio. In conclusione, le voci della bolletta inerenti al trasporto dell’energia e agli oneri di sistema saranno portate in riduzione a ciascuna partita Iva dei codici ATECO stabiliti nei vari decreti Ristori. 

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