Busta paga di dicembre, c’è il pure il conguaglio, ecco a cosa prestare attenzione

conguagli Irpef

La busta paga di dicembre è come al solito diversa dalle buste paga di tutti gli altri mesi. Una costante per i lavoratori che a dicembre ricevono la tredicesima mensilità per esempio. Ma la bista paga dell’ultimo mese dell’anno non ha solo la tredicesima come fattore di differenza dalle altre buste paga dei mesi precedenti.

Il mese di dicembre è pure quello dei conguagli fiscali , ovvero il ricalcolo delle imposte che il dipendente deve pagare a fine anno. Un conguaglio Irpef di fine anno che rende la busta paga di dicembre, spesso,  quella più tassata di tutte le buste paga dell’anno solare di lavoro.

Conguaglio fiscale di fine anno, come funziona?

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Il conguaglio di fine anno si riferisce all’Irpef, cioè all’Imposta sul reddito delle persone fisiche. Il datore di lavoro infatti a fine anno calcola questo conguaglio fiscale con il quale viene definito il totale dell’Irpef che il dipendente deve pagare al Fisco per gli stipendi ricevuti durante tutto l’anno.

Solo a dicembre, quando si avrà il quadro completo degli stipendi ricevuti nel corso dell’anno solare, il datore di lavoro potrà completare l’operazione tipica del sostituto di imposta, cioè il trattenere l’Irpef dalla busta paga del dipendente per poi versarli al Fisco tramite il classico modello di pagamento F24.

Non sempre il conguaglio è a sfavore del lavoratore

Reddito IRPEF

Il conguaglio di fine anno non sempre porta in dote una maggiore trattenuta per il lavoratore dipendente. Infatti sovente questo ricalcolo è a favore del lavoratore dipendente, perché l’operazione finale può portare a quello che viene chiamato rimborso fiscale.

Una eventualità che si ha nel momento in cui il lavoratore durante l’anno ha subito trattenute maggiori di quelle che avrebbe dovuto subire, cioè ha pagato più tasse del dovuto.

Nel corso dell’anno il datore di lavoro con ogni stipendio elargito e quindi in ogni busta paga, trattiene l’Irpef (e le sue addizionali) che poi va a versare all’Erario entro il giorno 16 del mese successivo a quello a cui si riferiscono stipendio e trattenute fiscali.

Ogni mese il datore di lavoro calcola l’Irpef da trattenere e poi versare al lavoratore e per conto di quest’ultimo. Il calcolo però è provvisorio dal momento che è tecnicamente impossibile sapere la retribuzione totale che il lavoratore percepirà per tutto l’anno, se non arriva l’ultimo mese dell’anno. Troppe sono le variabili, tra mensilità aggiuntive, straordinario, assenze e così via.

In altri termini le trattenute mensili sono basate su una simulazione della retribuzione annua del lavoratore e questo rende necessaria l’operazione conguaglio nel momento in cui dalla simulazione si passa a dati definitivi, e ciò avviene a dicembre.

Come si effettua il conguaglio direttamente in busta paga

Questo calcolo che si fa ogni dicembre quando è chiaro anche l’ultimo stipendio dell’anno solare spettante al lavoratore, può essere passivo o attivo per il lavoratore.

Se dalle operazioni di conguaglio esce fuori un prelievo superiore a quello effettivamente dovuto al lavoratore spetta il cosiddetto conguaglio a credito. In questo caso nella busta paga di dicembre oltre allo stipendio normale e alla tredicesima, il lavoratore potrà avere anche questo importo aggiuntivo.

Nel caso contrario invece, cioè se il datore di lavoro durante l’anno ha trattenuto meno di quanto effettivamente il lavoratore doveva all’Erario, ci sarà il cosiddetto conguaglio a debito, con relativa trattenuta in busta paga.

Il conguaglio in busta paga comunque resta ancora provvisorio dal momento che potrebbe essere necessario completare l’operazione anche con il 730 o con il modello Redditi Pf che nel 2021 riguarderanno il corrente anno di imposta 2020. Infatti sull’imposta da versare contano pure le detrazioni e può succedere che il lavoratore non comunicandole in tempo utile al datore di lavoro, non ne abbia goduto. Basti pensare per esempio alle detrazioni per carichi di famiglia, soggette ad inevitabili variazioni nel caso di nuove nascite o adozioni, oppure per variazioni reddituali dei componenti la famiglia che da soggetti a carico possono diventare non a carico o viceversa.

Con il 730 quindi si va a portare a completamento la procedura di tassazione anche per i lavoratori dipendenti. E pure nel 730 si potranno manifestare le due tipologie di situazioni descritte per il conguaglio di fine anno, con un debito o un credito di imposta. Anche in quel caso, in continuità di lavoro, sarà in busta paga che il lavoratore si troverà il rimborso fiscale se ha pagato di più, o la trattenuta se ha pagato di meno.

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