Come risparmiare il 20% su Imu, Tari e altri balzelli

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Esiste un modo legale per abbassare del 20% gli importi di molti tributi che i contribuenti italiani devono al Fisco, grazie al pagamento tramite Rid.

Ci sono molti Comuni italiani che offrono sconti sostanziosi sulle tasse da pagare, se si sceglie il pagamento tramite la cosiddetta domiciliazione bancaria. Una cosa che può tornare molto utile per risparmiare qualcosa a livello di tassazione per quanto riguarda per esempio l’Imu, la Tari e così via. Tutto deciso dal decreto Rilancio, che di fatto ha dato il via a questa grane novità che tra l’altro rientra anche nella lotta all’uso del contante, oltre che alla riduzione degli assembramenti davanti gli Uffici Postali per via dell’emergenza Covid.

Lo sconto sulle tasse? Basta pagare con Rid

Con la effettiva  conversione in legge  del decreto Rilancio è stato stabilito che “gli enti territoriali possono, con propria deliberazione, stabilire una riduzione fino al 20 per cento delle aliquote e delle tariffe delle proprie entrate tributarie e patrimoniali, applicabile a condizione che il soggetto passivo obbligato provveda ad adempiere mediante autorizzazione permanente all’addebito diretto del pagamento su conto corrente bancario o postale”. Tradotto in termini pratici, il decreto Rilancio ha stabilito che se il Comune vuole, può deliberare applicando lo sconto massimo del 20% su Imu e Tari nei confronti dei contribuenti, a condizione che questi scelgano per sempre di farsi addebitare il corrispettivo di questi balzelli sul loro conto corrente.

Domiciliazione bancaria, come funziona?

La domiciliazione bancaria non è certo una cosa che gli italiani usano raramente, perché è da anni molto diffusa per esempio, per il pagamento delle bollette di luce, gas e acqua. Adesso si può fare anche per le tasse, ma oltre che per comodità, anche per ricevere un lauto sconto sulle tasse.

Con la domiciliazione bancaria si autorizza il soggetto creditore, a trattenere il corrispettivo da pagare  direttamente sul conto corrente del contribuente. In questo caso si autorizza il Comune a cui l’Imu o la Tari sono dovute, ad addebitare in conto corrente ed automaticamente il corrispettivo da pagare. Ripetiamo però che serve la delibera del Comune di residenza che deve stabilire quanto sconto offrire a chi decide di autorizzare l’addebito automatico.

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