Negozi vendita scarpe: tutte le agevolazioni

punto vendita scarpe

Recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Decreto Ristori Ter n. 154 del 23 novembre 2020 inserisce il comparto economico del Commercio al dettaglio di calzature e accessori (codice ATECO 47.72.10) nel novero delle realtà in favore delle quali l’esecutivo presieduto da Giuseppe Conte ha previsto alcune misure agevolative, in applicazione dei concetti chiave espressi col cosiddetto decreto Ristori Bis. 

La relazione illustrativa al decreto Ristori Ter mostra che da tale integrazione deriva il fatto che i soggetti che esercitano le attività di commercio al dettaglio di negozi vendita scarpe avranno la facoltà di fruire di specifici misure stabilite dal decreto Ristori Bis n. 149 del 2020, laddove siano dislocate nelle c.d. Zone Rosse, secondo le prescrizioni disposte dal medesimo decreto, a cui, per l’appunto, si rimanda, quali: 

  • la cancellazione della seconda rata IMU (Imposta Municipale Propria; art. 5);
  • il contributo a fondo perduto (art. 2); 
  • il credito d’imposta per i canoni di locazione (art. 3);
  • la proroga del termine di versamento del 2° acconto per i soggetti che applicano gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale; art. 6);
  • la sospensione dei versamenti contributivi (art. 11) e la sospensione dei versamenti tributari (art. 7). 

Nei limiti delle risorse disponibili del Fondo, si attuano i provvedimenti del caso per dare attuazione alla predetta disposizione. Introdotto dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) nello stato di previsione (decreto legge Ristori Bis n. 149 del 2020, art. 8, co. 2), bisogna registrare uno sforzo aggiuntivo non indifferente per quanto riguarda la somma stanziata.

Incremento per le categorie meritevoli di tutela

denaro in euro

L’ammontare di denaro previsto a favore delle categorie meritevoli di tutela ha ricevuto un incremento pari a 1.450 milioni di euro per l’anno 2020 e di 220,1 milioni di euro per l’anno 2021. Chi ne dà precisa indicazione è l’articolo n.1 del decreto Ristori Ter n. 154 del 2020. Dal budget messo a disposizione è permesso attingere per provvedere agli oneri derivanti dall’ampliamento delle misure di cui agli artt. 1, 2, 4, 5, 6, 7, 11, 13, 14 del decreto Ristori Bis in conseguenze delle eventuali successive Ordinanze del Ministero della Salute. 

Il decreto legge Ristori Ter fornisce delle puntualizzazioni circa la relazione tecnica al provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Sono disposti interventi nell’ambito delle autorizzazione al ricorso all’indebitamento già approvati dal Parlamento nel corso del 2020, in relazione all’utilizzo ridotto di determinate misure statuite dagli interventi compiuti nei mesi di maggio e agosto.

La stima del deficit per quest’anno, già salita dal 10,5 per cento al 10,7 del Prodotto Interno Lordo con il primo decreto Ristori, è rivista ulteriormente al 10,8 per cento, in coerenza con quanto il Parlamento ha approvato mediante le risoluzioni ad hoc in sede di NADEF 2020 e della Relazione relativa al Parlamento. 

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