Sospensione cartelle esattoriali e pignoramenti: ecco quello che c’è da sapere

cartelle esattoriali

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Decreto Legge n. 129 del 2020, recante “Disposizioni urgenti in materia di riscossione esattoriale”, annovera un unico articolo e prevede due novità rilevanti in tema di cartelle esattoriali, correlate alla pandemia in corso. 

Cartelle esattoriali: due le novità

La prima è favorevole ai contribuenti. In buona sostanza, consiste nell’ennesima proroga dei termini di pagamento di:

La cifra andrà corrisposta entro il 31 gennaio 2021. 

Il secondo intervento favorisce invece gli agenti di riscossione. Questi ultimi hanno infatti maggiore tempo, fino al 31 dicembre 2022, per la notifica dei carichi, inerenti alle entrate erariali e non erariali, affidati nel corso del periodo di sospensione. 

Come spesso purtroppo accade, nelle questioni relative alla materia fiscale, i dubbi sono all’ordine del giorno. In tanti fanno ancora fatica a comprendere quali siano certi meccanismi adottati dal Governo e dall’Amministrazione finanziaria. Dubbi ai quali il Fisco tenta di porre chiarezza rispondendo agli interpelli, pubblicati in una apposita sezione sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Con cadenza giornaliera gli istanti inoltrano domande all’ente di riferimento. Si pensi, per esempio, al recente caso della numerazione delle fatture elettroniche. 

Ad ogni modo, i termini di decadenza e prescrizione che scadono nel 2020 (ovverosia quest’anno), riguardo alla notifica delle cartelle di pagamento, slittano in via automatica al 31 dicembre 2022, ossia di due anni.

Cupe prospettive

Ciò significa che nell’arco del prossimo biennio assisteremo ad un accumulo di milioni di cartelle e di centinaia di migliaia di atti impositivi che, progressivamente, graveranno sulle spalle dei contribuenti colpiti da una crisi davvero pesante, risentita soprattutto in alcuni settori.

Ecco perché qualcuno già mormora alla prospettiva del semplice rinvio delle scadenze originarie di qualche mese. I contraccolpi accusati in numerose filiere lasciano presagire che per il ritorno alla normalità occorrerà pazientare non poco.

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